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Chissà che qualcosa cambi

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Monselice, 28 settembre 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Finalmente qualcosa di "granitico" nella nostra Costituzione cambierà, superando, finalmente il "giù le mani dalla Costituzione", "guai a toccarla!" Forti resistenze politiche monocolore hanno sempre impedito di apportare delle modifiche, come se si trattasse di un testo sacro. Invece, una buona volta gli italiani sono stati accontentati con delibera del Senato dell'11 luglio 2019 che ha permesso di apportare modifiche agli articoli 56, 57 e 59, per cui hanno detto SI al taglio di questi parlamentari, con un bel distacco dai conservatoristi della Casta del NO.

È semplicemente diventato stomachevole accettare che il Parlamento italiano potesse ancora avere quasi 1000 persone che, suddivise nei due emicicli di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica male hanno rappresentato da decenni e male continuano a rappresentare, a mio parere, lo Stato italiano, la Repubblica ed il suo ordinamento democratico.

Uno stuolo di signore e signori, che risulta attualmente unico al mondo per la composizione del numero dei parlamentari, tendono ad evidenziare sempre più un crescente basso profilo etico e culturale e perfino, senza giri di parole, si sentono un'élite fortemente distanziata dal popolo. Fingono, tra chiacchiere, più o meno inutili o lacrime di coccodrillo, di condividere i molteplici dolori ed inquietudini della gente. Sembra quasi di vederli in una passerella da Festival del Cinema di Venezia.

Sono pagati molto bene, vorrei dire strapagati, alla faccia di chi, italiano, risulta persino indigente e la Caritas se ne sta occupando come può, mediante la generosità di pochi. Il divario è quindi notevole, ma lo è sempre stato. Solo che a differenza di loro lontani predecessori è diventato vergognoso e deplorevole che non si strappino certo i capelli da chissà quali fatiche di lavoro, recandosi nei due palazzi del Parlamento quattro giorni scarsi alla settimana.

Non si sono mai consumati in attività che loro hanno voluto e questo da molto tempo, troppi anni e tra continui contrasti, disaccordi, litigi, dimissioni nelle stesse maggioranze di governo, hanno dato ben poco a questo Paese, in termini di risultati per il bene collettivo pubblico, oltre a molto, molto altro di negativo...!

Gli elettori hanno sempre di più perduto la fiducia in questa rappresentanza di oligarchi al punto che, per colpa di questo assetto, hanno preso le distanze dalle stesse Istituzioni dirette da alternanza di ministri altrettanto mediocri, i quali hanno fatto riflettere la loro incapacità di sapere gestire settori molto importanti, quali la Sanità, la Difesa, l'Istruzione, la Diplomazia Estera e le Infrastrutture. Gli elettori hanno avuto coraggio e fermezza di esprimere con un SI basta! Con la vittoria del Referendum la dimostrazione è palese: gli italiani vogliono fatti, vogliono cose concrete, vogliono che questa Nazione non diventi il fanalino di coda del mondo! Pertanto non poteva essere più mantenuto un andazzo inaccettabile, semplicemente perché si è visto quanti di questi individui abbiano pure dimostrato, in molti anni, di sfangare in un'opportunità prestigiosa, ma non per il compenso economico, ma per l'alta valenza istituzionale di una carica che deve essere conferita a chi ha a cuore questa Nazione, ha senso dello Stato, sente il peso di una responsabilità importante e invece, al contrario la maggior parte di questi rappresentanti del popolo non hanno mai creduto in certi valori o hanno solo fatto finta di crederci, dimostrando pure di non avere avuto alcun ritegno attraverso i loro comportamenti, mancando di rispetto nei confronti dell'intera collettività nazionale.

La responsabilità di questa intollerabile espressione di una porzione di una società viziata si riconduce soprattutto ai leader di partito, ai capi delle segreterie che purtroppo continueranno a designare persone poco affidabili. Intanto, i cittadini, con il SI, si sono pronunciati in maniera inequivocabile affinché si abbia un Parlamento che non solo costi meno, ma che sia più snello, che decida in modo più rapido ed efficace. Poiché si è trattato quasi di un plebiscito nazionale, escludendo le intenzioni di voto degli astenuti, la nuova legge dovrebbe essere rispettata subito, per andare incontro alla volontà popolare e quindi il Capo dello Stato sciolga le Camere e provveda a fare indire le nuove elezioni politiche poiché sono gli elettori che con il voto hanno mutato la Costituzione. Il garante della Carta Costituzionale è il Presidente della Repubblica: ora che tocchi a lui adeguare il funzionamento delle Aule alle indicazioni fornite dagli italiani. L'attuale governo dovrebbe essere delegittimato dalle sue funzioni e sempre il Capo dello Stato non può fare finta di niente, a mio avviso.

D'altronde il richiamo a quanto dico si potrebbe evincere, benché risulti sibillino e ciò la dice lunga... nell'ultimo capoverso del testo della legge n. 214 dell'11/07/2019 all'articolo 4.

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