Ecco il "Piano B": Avviso ai "naviganti"

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Monselice, 15 dicembre 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

L'Italia, mai come dal secondo dopo guerra, sta per ricevere una valanga di quattrini che superano, di gran lunga, quelli che a scaglioni, dal 1948 al 1951, furono destinati alla nostra Nazione ( 1.204 milioni di dollari di quell'epoca).

Un prestito per la ricostruzione del Paese dove la clausola per gli interessi americani era quello di importare dagli Stati Uniti il massimo di prodotti, beni di vario tipo, per decenni. Mes e Recovery Fund sono prestiti che si aggirano, solo per il secondo, il Fondo di Recupero, a 209 miliardi di euro, dei quali 82 a fondo perduto, mentre per la Manovra Salva Stati, purtroppo il governo, anche per questo Fondo, dove versa la sua quota annualmente, attingerà altri quattrini, una bella quota di svariati milioni di euro, a condizione che, insieme, tutto il "pacchetto" sia atto a piani d'investimento rapido e quindi di riforme e non di spese di puro esercizio.

Sembra che gli stanziamenti prevedano quattrini sovradimensionati, come, per esempio, 74,23 miliardi di euro per la "rivoluzione verde" e la "transizione eco logica", come 17,1 miliardi di euro per la "parità di genere" e solo 9 miliardi per la "sanità": troppi pochi per un comparto che è in sofferenza economica e strutturale.

Sono sottodimensionati e poi se il destino di questi fondi è stato richiesto per certe scelte che ho sopra citato, proprio non riesco a comprenderli. Se tutti questi quattrini sono destinati per rilanciare il PIL italiano il Recovery Fund non può diventare un piano di spesa di esercizio, ma deve essere un piano di investimenti mirati. Gli investimenti di bilancio, a differenza delle spese di esercizio sono una spesa "a fecondità perduta", nel senso che dovrà produrre effetti in termini di moltiplicatore su una serie, diciamo, di ben 20 esercizi finanziari, anziché comprimerli come effetti in un solo anno e per il solo 2021, poi?

Impossibile, impraticabile. Ecco che, chiusa la solita "partita" annuale dell'approvazione della Legge di Stabilità al 31 dicembre di quest'anno e quindi tra 2 settimane scarse, dal 1 gennaio 2021 dovrebbe entrare in vigore, a mio avviso, il "Piano B". Subito.
Il Signor Presidente della Repubblica, senatore Sergio Mattarella dovrebbe, in pratica, provvedere affinché la gestione di tutti questi soldi sia seguita da gente che abbia esperienza e competenza. Pertanto, sostituire l'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, per esempio, con un Mario Draghi, avendo cura di fare solo un "piccolo ritocchino": invertire i ruoli: al Ministero Affari Esteri mandare Giuseppe Conte al posto di Luigi Di Maio e quest'ultimo, insieme a Nicola Zingaretti, guardati, entrambi, a vista, come vice presidenti del consiglio dei ministri, dal vigile, attento e molto competente dott. Mario Draghi, nuovo Capo del governo in carica.

Insomma, come viene chiamato in "politichese" un piccolo " rimpasto". Ad ogni buon conto ed al di troppo che stanno scrivendo molti giornalisti, tutti, senz'altro, in buonafede, ma che "navigano a vista in un oceano", stanno riportando avvisaglie di un governo di transizione che non fa, però, trapelare da chi possa essere governato. Penso che fino alla data di scadenza di questa legislatura e cioè fino al 2023 questa soluzione potrebbe essere l'opportunità per un'Italia che si risollevi da attuali ruoli inappropriati.

Il signor Mario Draghi è accreditato e stimatissimo in Europa; proviene con un'esperienza di una presidenza della BCE di ben 8 anni che nessuno gliela potrà mai contestare per la grande capacità di essere stato un grande equilibratore per molti Stati dell'Unione Europea e poi, non dimentichiamo la lunga esperienza che ha avuto in Banca Italia.

È apprezzato a livello politico nazionale, da tutti i partiti ed in particolare a livello internazionale. Lui, uomo "al comando", anziché pensare, in questo particolare momento per il nostro Paese di immaginarlo futuro successore di Sergio Mattarella, io lo vedrei, immediatamente, dopo la presentazione del Patto di Stabilità e perciò con l'inizio del nuovo anno alla guida di un governo che, "a tampone" saprebbe gestire molto bene, con l'attuale ministro dell'Economia piani d'investimento per appropriate, giuste riforme e non semplici spese che rischierebbero di proiettarsi in un fallimento.

Ricordo che Mario Draghi al G30 disse le seguenti testuali parole: "le autorità devono agire urgentemente perché in molti settori e Paesi siamo sull'orlo del precipizio in termini di solvibilità, specie per le piccole/medie imprese, con i programmi di sostegno in scadenza e il patrimonio esistente che viene eroso dalle perdite".

È inutile che una minoranza del governo pensi di sostituire o abbracciare "larghe o piccole intese" con pezzi di maggioranza, quando i numeri stessi produrrebbero situazioni che non possono andare bene, adesso. Al prossimo "giro di valzer" elettorale saranno gli italiani in "cabina di regia" a scegliere se un centro destra potrà governare, ma non ora.

(nella foto Mario Draghi)

Ecco il