Come saranno le nuove pensioni?

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Trento, 29 agosto 2021. – di Claudio Taverna

E' veramente una spina per Mario Draghi la riforma delle pensioni: il 31 dicembre andrà a scadenza quota 100, figlia di Matteo Salvini (governo 5S-Lega).

In verità fu Claudio Durigon, nella bufera per quel parco a Littoria....(ci scusino i neo antifascisti), così si chiamava Latina, fondata dal fascismo all'epoca della grande bonifica pontina, a scrivere la riforma delle pensioni, l'ennesima per la verità della storia repubblicana.

Quota 100, uno dei cavalli di battaglia leghista alle politiche del 2018. Destinata parzialmente alla modifica della riforma delle pensioni, fortissimamente voluta da Mario Monti, ma realizzata dal ministro Fornero, quella della "lacrima sul viso", oggi, tornata in voga (a galla) e ripescata come consulente di Draghi per le " nuove pensioni" (cose che succedono solo in Italia).

Forse è utile ricordare (solo per gli smemorati) che fu la lettera Trichet-Draghi (ancora lui), conosciuta come lettera BCE all'Italia, cioè una corrispondenza riservata (scic!!!) con cui i vertici entranti (Draghi) e uscenti (Trichet), il 5 agosto 2011 formularono al Governo italiano una serie di richieste (riforme), compresa la legge sulle pensioni, per condizionare il sostegno europeo all'Italia, pena l'amaro destino della Grecia.

La riforma Fornero, che modificò la "Dini" del 1994, portò il pensionamento dell'anzianità anagrafica e degli anni di contributi versati. Con il primo criterio si ottiene la pensione a 66 anni, se uomini, a 62 se si è donne (e in particolare dipendenti private, gradualmente però questo requisito anagrafico sarà innalzato fino a raggiungere nel 2018 i 66 anni). Requisito fondamentale è quello dei 20 anni almeno di contributi versati.

Se non ci saranno interventi legislativi, alla scadenza della quota 100 a fine anno, si tornerà alla "Fornero".

E' chiaro, almeno così sembra, che la Lega non potrà mai accettare, dopo aver accettato l'ex ministro del Welfare del governo Monti neo consulente di Draghi, il ritorno al passato; così pare anche i grillini, sebbene abbiamo già messo le mani avanti chiedendo una riforma organica del sistema pensionistico italiano, non sarebbero d'accordo sul ritorno al regime "Fornero". Ma anche di loro ci potremo fidare?

Diverse le alternative allo studio per superare la Fornero. Lega, M5s e sindacati puntano su ipotesi come Quota 41 – come gli anni contribuzione a prescindere dall'età anagrafica - o sulla possibilità di uscire a 63-64 anni anche col solo regime contributivo.

Altra ipotesi che circola negli ambienti del MEF (ministero economia e finanze) sarebbe quella di "rafforzare" gli strumenti in vigore come l' "Ape Sociale", oppure l'intervento sulle tutele previdenziali dei lavori usuranti.

Infine, la Corte dei conti nell'ultimo rapporto sul coordinamento della finanza pubblica sollecitando il superamento di quota 100 ha suggerito il pensionamento anticipato a 64 anni con almeno 20 anni di contributi anche per i sistemi misti (retributivo-contributivo).

A dirimere la matassa sarà chiamato il salvatore della Patria, sempre lui, Mario Draghi. Comunque vada, è certa l'ennesima fregatura.

Come saranno le nuove pensioni?