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Intervista a Letizia Giorgianni

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Giorgianni&UrzìBolzano, 24 febbraio 2018.Redazione

"O te ne stai in un angolo a compiangerti per quello che ti accade o ti rimbocchi le maniche", questo ha detto Letizia Giorgianni dopo essere rimasta vittima, lei e la sua famiglia, del buco nero in cui sono scomparsi i risparmi di tutta una vita dei genitori. Affogati nel vortice di Banca Etruria.

Da lì è partita l'avventura per ripristinare la giustizia e la verità e denunciare gli intrecci di potere fra banche e politica, in Toscana, in Veneto, ora anche in Trentino Alto Adige. Letizia Giorgianni porta i risparmiatori di Banca Etruria e di Arezzo (la sua città) nel collegio dove si è candidata Maria Elena Boschi, pure di Arezzo.

"Non posso accettare che Maria Elena Boschi non abbia accolto sinora nemmeno una delle nostre richieste di confronto pubblico – dice Giorgianni, che a casa sua è candidata per Fratelli d'Italia – ed allora siamo venuti a invitarla al confronto qua a Bolzano".

Giorgianni è stata accompagnata dal portavoce regionale di Fratelli d'Italia il consigliere regionale Alessandro Urzì che ha presentato il conto dei buchi neri anche nel sistema bancario regionale. Con la sua scia di disgrazie familiari e tragedie di cui ancora troppo poco si parla.

Trentino Libero. Letizia Giorgianni, cosa vuole dimostrare con la sua venuta a Bolzano?

Giorgianni. Il fatto che non ci sia stato, in questa campagna elettorale, un serio dibattito sulla questione banche. Questo è gravissimo.
In Italia troppo spesso i problemi non vengono risolti; si mette la polvere sotto il tappeto, e ci si ripresenta candidi e casti alla prossima tornata elettorale. In campagna elettorale il tema banche e risparmiatori è stato completamente silenziato. Ma questo non significa che sia un problema risolto. Tutt'altro. Ancora migliaia di risparmiatori non hanno ottenuto nessuna possibilità di rientrare in possesso dei propri risparmi, e, se a questo sommiamo il fatto non si è fatto nulla per rimediare alla cattiva gestione di queste banche entrate in crisi, (cattiva gestione che per la maggior parte dei casi è oggetto di indagini giudiziarie e di processi nei tribunali) sarà facile immaginare che ci troviamo di fronte ad un'empasse che tutt'ora blocca il sistema e del quale la politica dovrebbe farsi carico. Visto che la Commissione Parlamentare d'inchiesta sulle banche ha fallito, voglio sollecitare un dibattito serio sull'argomento. Il mio viaggio a Bolzano significa questo.

Trentino Libero. Ma non era stata instituita proprio una Commissione d'Inchiesta sulle Banche per occuparsene?

Giorgianni. La commissione d'inchiesta sulle banche, oltre a non aver permesso di inchiodare i responsabili di questi default bancari, ha fatto emergere loro malgrado, le opache ingerenze della politica Italiana nelle vicende del credito: dagli insistenti interessamenti per una piccola banca di provincia di un Ministro alle Riforme Istituzionali, Maria Elena Boschi che appunto avrebbe dovuto occuparsi solo di riforme istituzionali, (a maggior ragione visto il coinvolgimento personale con Banca Etruria dove lavorava il babbo) alle informazioni di stampa, sollecitate dal senatore Andrea Augello, che qualificano un grado di confidenza imbarazzante tra la politica e imprenditori amici (vedi caso De Benedetti).
Nessun serio riferimento invece ai vizi dell'attuale sistema bancario, che porteranno ancora le banche a nuove difficoltà, di fronte alle quali non basteranno i miliardi iniettati dallo Stato Italiano. Nessuna denuncia delle storture dovute ad allegre concessioni del credito, che almeno nel caso di Mps sono legate a doppio filo anche con la politica (vedi Pd). Le criticità del sistema di vigilanza (Consob e Banca d'Italia) ormai accertate e venute fuori anche in Commissione, non hanno comunque richiesto e previsto neppure un intervento normativo.
Insomma la commissione banche, annunciata in pompa magna come lo strumento risolutivo delle crisi degli istituti di credito, ha chiuso così le proprie sedute con una relazione finale sulla quale non è stato possibile neppure giungere ad una relazione unitaria per mancanza di accordo tra i gruppi, rivelandosi, come da noi sempre sospettato, completamente inutile ai fini pratici.

Trentino Libero. Quali sono le responsabilità che imputate al Governo passato?

Giorgianni. Abbiamo assistito ad una politica totalmente inadeguata, dietro la quale si nascondono logiche incomprensibili. Le prime responsabilità sono di chi quelle banche ha gestito male. È ovvio. Ma le colpe più gravi sono dei medici che si ostinano a non vedere la malattia, senza scegliere di adottare una politica coerente. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, poco più di un anno fa, affermava che «il sistema bancario italiano è solido». Tranne poi chiudere la stalla quando i buoi erano già scappati e la situazione era irrimediabilmente compromessa.
La normativa del Bail-in dietro la quale si trincerano, prevede che le banche non vengano più salvate da soldi pubblici. Principio giusto. Negli altri paesi, però, le obbligazioni subordinate sono da anni strumento inibito ai risparmiatori retail, agli investitori semplici. Non possono essere acquistati nè in collocamento nè sul mercato secondario.
Ne deriva che l'unico paese vulnerabile a questa normativa è stato l'italia, che non si era allineata ai criteri ESMA, che non permetteva collocamento ed acquisti sul mercato secondario di titoli subordinati.
La colpa è stata di chi non ha riformato un sistema prima che cadesse a pezzi con l'entrata in vigore del bail in.

Trentino Libero. Cosa proponete per risolvere il problema dei risparmiatori?

Giorgianni. Noi proponiamo l'emissione di titoli decennali, infruttiferi di interessi, negoziabili sui mercati, attribuiti a tutti i risparmiatori danneggiati da subordinate delle 7 banche coinvolte
CARIFE ETRURIA MARCHE CARICHIETI VENETO BANCA POPOLARE VICENZA MPS
Il fondo sarà alimentato da contributi del sistema bancario che verserà, anno per anno, per dieci anni.
Nessun peso sulla fiscalità pubblica.

Trentino Libero. Sono le uniche banche ad avere colpito i propri risparmiatori o azionisti?

Giorgianni. Certo che no. Penso alla situazione che sta emergendo anche in questa regione, a istituti importanti come Cassa di Risparmio della provincia di Bolzano o Banca popolare dell'Alto Adige, con il crollo del valore delle loro azioni ed una difficile ripresa del loro valore. Anche qui si piangono politiche troppo disinibite in campo bancario ed un intreccio con il potere politico che meriterebbe ben altra considerazione pubblica e la individuazione dei responsabili primi ma anche di chi ha taciuto, ha permesso che tutto questo accadesse, non ha vigilato, ne ha forse anche approfittato.

Trentino Libero. Grazie signora Giorgianni, tanti auguri per il suo impegno in difesa dei risparmiatori.

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