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21 ottobre 2018: Riscatto della Provincia Autonoma di Trento

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Trento, 29 agosto 2018. - di Michele Beozzo

Caro Direttore, per guardare sinceramente ed onestamente ad un progetto credibile per il futuro del Trentino e della popolazione bisogna partire dai pilastri della nefasta situazione locale, il programma della coalizione PD-PATT-UpT 2013/2018. Rappresentano un oltraggio alla memoria se ricordassimo ciò che disse un nostro illustre politico " Cercate di promettere un po' meno di quello che pensate di realizzare se vinceste le elezioni " - Politica vuol dire realizzare " Alcide Degasperi.

Nei seggi si deciderà la sorte del nostro futuro, capitale umano, l'economia, la società, l'identità territoriale ed ambientale, la nostra autonomia assumendoci le nostre responsabilità. Ogni singolo elettore potrà essere e fare la differenza indicando non solo il simbolo del partito che meglio lo possa rappresentare ma indicando anche il nome e cognome di un uomo ed una donna che saranno il loro strumento.

Quello che è stato promesso, fatto e non fatto da Ugo Rossi sono i propositi che avrebbero declinato la crescita dei giovani, creando e sostenendo il lavoro ed i lavoratori, valorizzando le donne, tutelando le famiglie e costruendo una effettiva società del sapere e dell'innovazione. Riconoscere la nostra economia per investire sull'idea di Trentino , sul valore dell'impresa e del lavoro. Incorporare l'innovazione per rilanciare industria ed artigianato.

Valorizzare le nuove ambizioni del turismo e del commercio, cooperare per sostenere lo sviluppo e scommettere sull'agricoltura per conquistare nuovi mercati e dare valore al nostro ambiente.

La nostra società; servirla per rinsaldare il senso di comunità , riqualificare il welfare per assicurare equità ed efficenza, affermare il sistema sanitario per aiutare il miglioramento, promuovere la cultura come fattore di crescita.

La nostra identità territoriale ed ambientale nel considerare l'ambiente ed il paesaggio parte di noi, qualificare le nostre reti.

La nostra autonomia; difendere, valorizzare e rinnovare il patrimonio collettivo dell'autonomia, conformare la pubblica amministrazione sui bisogni dei cittadini. A noi veniva proposto di assumerci le nostre responsabilità.

Senza alcuna pretesa sarei lieto che il Presidente Ugo Rossi assieme agli assessori, fossero meno accecati ed autoreferenziali, nel vendere ciò che non hanno saputo fare come mirabili risultati per se stessi e prima ancora per le realtà dei cittadini e del territorio. Siamo una Provincia Autonoma d'Italia e sentirli sempre con lo sguardo all'Euregio rende bene l'idea di quanto rispetto manchi nei confronti della realtà storica e della identità del popolo Trentino.

Conoscere le competenze della nostra amata terra, essere accorti alle capacità di fare e disfare ( Fusione forzata e gestione associata dei comuni ) miracolose finanze e contributi per costruire e ristrutturare case ma poi vedi scuole crollare ( Istituto Professionale Pertini il più eclatante ) il conservatorio di musica con spazi insufficienti per fare didattica o una sala concerti, dal consiglio delle autonomie locali finanziare 14 interventi prioritari di edilizia scolastica di questi ben 9,5 milioni per la messa a norma di edifici asili, scuole elementari, scuole medie e palestre. Trovare d'incanto o quasi centinaia di milioni di euro da distribuire un po' più per cercare voti in vista delle elezioni che non perché si è consci delle reali necessità della popolazione.

Avere a bilancio fondi sociali europei ma non saperli sempre investire per lo sviluppo del nostro territorio, progettare viabilità e trasporto pubblico , promuovere eventi per i centri storici e veder crescere centri commerciali per riqualificare intere aree ex industriali della città di Trento e Rovereto in primis per agevolare con fiumi di denaro la speculazione e su questo argomento il tasto più doloroso a cui non si vorrebbe dover guardare è il quartiere le Albere di Trento, dove nel 2017 non si è venduto un solo immobile dei 270 disponibili. La socialità dell'accoglienza dove si spendono 4 milioni per iniziative imprenditoriali create dai migranti e se ne sono spesi quasi 18 milioni per i richiedenti asilo dimenticando o peggiorando le condizioni di vita dei cittadini trentini dove ci sono sempre più fragilità delle e nelle famiglie, le giovani coppie che non hanno una stabilità lavorativa ed una prospettiva, le famiglie separate che diventano sempre più povere e bisognose e l'itea che adottando i parametri non dovrebbe revocare gli alloggi ma semmai adeguarne i canoni di locazione.

Dei problemi reali dei giovani che spesso sono legati alla droga ed ai genitori al gioco d'azzardo non ci pensa mamma provincia ma Auto mutuo aiuto, l'associazione di volontariato. Quanti come me non sono mai stati del centro sinistra autonomista, ma che con i valori civici ed umani del buon cittadino , sono Italiano e Trentino sempre cresciuto nella destra dal 1989 sino ad oggi .

Sarò lieto di poter concorrere a dare forze ed energia al cambiamento con Forza Italia perché dobbiamo avere il coraggio di fare la scelta giusta per il bene comune, far rinascere il Trentino dopo un secolo trascorso nell'alveo della Patria, difendere il territorio e la nostra popolazione non dall'invasore ma dal devastante qualunquismo delle mode ideologiche passate o emergenti, siamo stati ideatori e fondatori dell' Europa e mi auguro continueremo ad esserlo sempre meglio e più consapevolmente. Siamo il popolo più cosciente, democratico e moderato, da sempre abbiamo avuto la capacità e la lucidità di adottare un metodo decisionale fondato sul dibattito e sul confronto.

Sono sceso in campo con Forza Italia perchè il Trentino ha sempre offerto al paese i suoi frutti migliori, abbiamo visto i nostri nonni e bis nonni combattere con o contro l'Austria senza mai sentirsi per questo meno Trentini, rivendicavano la nostra più profonda convinzione di volerci liberi ed autonomi , responsabili della nostra terra e del nostro avvenire, Cesare Battisti ed Alcide Degasperi sono state le due facce della stessa moneta.

Alla fine della prima e della seconda guerra mondiale vissute entrambe in prima linea i nostri padri si sono rimboccati le maniche perchè c'è stata e c'era miseria e povertà, i Trentini qui come nel mondo sono abituati a lavorare tanto e sodo per offrire il meglio che si poteva ; nell'industria, nell'agricoltura, nell'artigianato così come siamo stati migranti del bisogno che lasciavano questa nostra amata terra per cercare qualcosa altrove, ma senza mai essere mal visti da nessuno perchè siamo sempre arrivati con i migliori propositi di lavorare onestamente per vivere dignitosamente ed infatti oggi abbiamo l'associazione dei Trentini nel mondo che conta tanti uomini e donne quante siamo qui nel Trentino .

Abbiamo da sempre uno spirito di servizio comune, nella cooperazione abbiamo saputo costruire e forgiare un tessuto sociale ed economico, abbiamo fatto dell'ambiente e del territorio la nostra cultura ed il nostro turismo. Da sempre siamo per la maggior parte persone oneste nel fare, onesti e leali , accorti alle altrui necessità, persone d'animo modesto e generoso nella quotidianità.

Adesso tocca a noi cari amici ed amiche rimboccarci nuovamente le maniche - " Ci sono persone nate per sgobbare ed altre nate per stare a guardare. Non è questione di salute nè di intelligenza, né di bisogno è così e basta ! Dalle prime tutti si aspettano di più, dalle seconde nessuno si aspetta niente. Per le prime non ci sono mai elogi qualunque cosa facciano, è dovere. Per le seconde è il contrario : poiché non ci si spetta niente da loro basta che muovano un dito e tutti si affrettano a coprirle di complimenti " rileggendo Socrate si capisce chi e cosa sia la destra e la sinistra del popolo Trentino.

Quanto sia fondamentale non essere il centro del nostro piccolo mondo, ma rappresentare al meglio le sue realtà dalle città più grandi Trento, Rovereto, Pergine Valsugana per arrivare alle piccole eccellenze di paese , Vignola Falesina e Massimeno per citare i più piccoli Comuni dei 177 ancora resilienti con meno di 200 abitanti, ecco tutto il territorio anche le più periferiche valli dove si tramanda la tradizione delle minoranze etniche linguistiche ( Cimbri, Mocheni e Ladini in primis ).

Mi sono reso disponibile a credere in un progetto collettivo, ad obbedire alle regole del confronto e voglio combattere in questa battaglia elettorale , vivendo come se dovessi morire subito, pensando come se non dovessi morire mai.

21 ottobre 2018: Riscatto della Provincia Autonoma di Trento

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