Intervista ad Alessandro (Alex) Boller

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Trento, 30 agosto 2018. Redazione

Alessandro (Alex) Boller è nato a Trento 54 anni fa. Candidato alle elezioni provinciali del prossimo 21 ottobre nella lista di Agire per il Trentino, coalizione di centro-destra, in appoggio del candidato Presidente Maurizio Fugatti.

Alla sua passione per la scrittura e la musica, ha da sempre accompagnato quella per la politica.

Nel 2011 esce il suo primo romanzo intitolato "L'ombra del Cigno". Il genere sposato da Boller è quello d'avventura/indagine. Dalla sua penna sono usciti infatti i personaggi di Swan (il Cigno) e Connors, due agente segreti, il primo italiano e il secondo statunitense. Faranno seguito altri tre romanzi con gli stessi personaggi.

La seconda arte che Alex ha nel cuore è la musica. Nel 2012, assieme al fratello Mauro, fonda "The blurred shadows", band country/rock che negli anni si è ritagliata un ruolo di tutto rispetto nell'ambito della musica locale, con decine di concerti in tutta la provincia.
Si diceva dell'interesse per la politica. Da sempre Boller si ritiene un uomo di destra.

Cerchiamo di capire.

D. A sinistra si sostiene che l'arte sia un loro valore esclusivo ...

R.Già. Se le fanno e se le dicono. Ci sono innumerevoli artisti e intellettuali che non abbracciano l'ideologia di sinistra. Pur sapendo che non schierandosi, la loro carriera farà un'immane fatica a decollare. Tanti si trovano costretti a prendere una posizione che non appartiene.

D. Perché no a sinistra?

R. E' dai tempi delle superiori che ho maturato una sorta d'avversione. Ricordo che se non ti schieravi con i comitati studenteschi (ovviamente rossi), eri considerato un appestato. Una totale e indiscussa mancanza di democrazia e libertà. Come nell'arte, appunto.

D. ... un po' quello che succede oggi con continui attacchi.

R. Esattamente. Il totale fallimento della politica "riformista" (quali riforme?) li spinge ad aggredire l'avversario con epiteti, paragoni, e offese. Tutto ciò perché non c'è più nulla di propositivo a monte.

D. Si riferisce al paragone con fascismo/nazismo?

R. Non dimentichi il populismo, che usano come insulto, ignari che in realtà si tratta, invece, di un valore aggiunto. La politica delle bugie e della retorica non fa più presa. I cittadini (liberi) la stanno respingendo con forza. E loro non lo accettano, incattivendosi ancor più. Ed affossandosi sempre più.

D. E dell'accusa di razzismo?
(Sorride)

R. Si sono mai chiesti i sostenitori della teoria destra=razzismo, come mai moltissimi immigrati integrati e produttivi sul nostro territorio, votino Lega o comunque movimenti di destra? Lo farebbero se si sentissero minacciati socialmente o professionalmente? Solo fuffa, ecco cosa ne penso. Non a caso il primo senatore di colore, appartiene alla Lega (Tony Iwobi).

D. Dell'attuale governo? Cosa mi dice?

R. Che sta rispondendo alle esigenze degli italiani. A tutto quello che chiedevano. E' insediato da pochi mesi e i risultati, nonostante il fronte compatto di un'informazione quasi completamente al soldo, sono sotto gli occhi di tutti. Il gradimento in continuo, costante aumento, non fa che confermarlo.

D. Crede che durerà? Renzi un po' di tempo fa, si è detto convinto che ad ottobre la sinistra tornerà al governo.

R.Mi auguro che nessuno si sogni mai di censurarlo. Ogni volta che lui, o qualcuno dei suoi, apre bocca, il loro gradimento crolla. Non hanno capito che la spocchia non solo non paga, me che è offensiva nei confronti della gente.

D. Parliamo di Provincia...

R.Cambiano i fattori, ma il risultato non cambia. La provincia di Trento è lo specchio dei governi nazionali targati PD.C'è sempre stata quella presuntuosa convinzione di non poter essere messi in discussione. Infatti alla prima crisi d'identità, tutto crolla come un castello di carte (Ed ecco che il centro-sx trentino non esiste più). Risultato? Il goffo tentativo di sminuire l'avversario. Imbarazzante.

D. Gli errori quali sono stati?

R.Considerare i trentini quasi unicamente come veicolo per il potere. Purtroppo per loro, i nostri concittadini hanno occhi e cervello. Vedono e pensano. E non sono disposti ad accettare quali lobotomizzati da urna elettorale. L'essere eletti non è un traguardo, ma un punto di partenza.

D. La ricetta del centro-destra?

R.Ridare dignità ad un territorio smarrito. Dalla sicurezza in primis, e poi via via. Partendo da una sanità sempre più asservita ai costi, invece che alla qualità e, ovviamente, mettere i nostri concittadini al centro dell'attività di governo. Ma direi che il problema sociale è il life motive per eccellenza. E' inaccettabile che intere zone di territorio, un tempo vanto delle nostre comunità, siano diventate off-limits.

D. Non sarà un compito facile.

R. Per nulla facile. Si fa molto in fretta a distruggere. Ricostruire è tutto un altro paio di maniche. La politica dovrà imporsi di pianificare una strategia, mettere in campo seri programmi e competenze, e i cittadini tutto l'amore per la propria terra. Faticosamente, ma credo si potrà fare.

D. Perché votare per Alessandro (Alex) Boller?

R. Io sono soltanto un piccolo ingranaggio di un motore che non aspetta altro che venire avviato. Posso assicurarle che donne e uomini che si stanno spendendo per ridare speranza ad un Trentino calpestato, sono persone di grandi capacità. Umane e amministrative.La coalizione che si è formata è una squadra di tutto rispetto e sta già lavorando con impegno al programma che dovrà ricolorare le tinte sfocate della nostra provincia.Sono convinto che uno storico cambiamento sia a portata di mano.

Intervista ad Alessandro (Alex) Boller