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Chi ha torto e chi ha ragione: Cia o Civettini?

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Trento, 3 ottobre 2018. Redazione

"L' articolo 416-ter punisce con la reclusione da quattro a dieci anni chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416 bis in cambio dell'erogazione di denaro o altra pubblica utilità. Il bene giuridico tutelato è quello di garantire l'ordine pubblico, il corretto funzionamento delle consultazioni elettorali nonché il corretto e libero confronto dei vari candidati."

Claudio Cia ha denunciato, tramite la sua pagina di face book, episodi che rientrano nella fattispecie di reato di cui all'art. 416 e segg. (voto di scambio) del codice penale, avvenuti nell'ambito dello schieramento popolare autonomista per il cambiamento.

L'esponente politico di centrodestra, essendo a conoscenza di episodi delittuosi, ha il dovere di denunciarli all'autorità giudiziaria. Sembra, tuttavia, che ciò non sia avvenuto.

In sua vece, è intervenuto il collega Claudio Civettini (candidato in Autonomia Dinamica) che ha presentato alla procura della repubblica un esposto-denuncia affinché siano avviate indagini per accertare la consistenza delle accuse di Cia al fine di "garantire il corretto funzionamento delle consultazioni elettorali nonché il corretto e libero confronto dei vari candidati".

Ma l'esposto-denuncia di Civettini è implicitamente un'accusa nei confronti di Cia che avrebbe omesso di denunciare alla autorità i rei.

Chi ha torto e chi ha ragione: Cia o Civettini?

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