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Giugni e Pericolo sostengono Degasperi sindaco di Trento

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Trento, 16 febbraio 2020.Redazione*

 Abbiamo apprezzato F.D. nel suo operato politico e quando ci ha chiesto di appoggiare la sua candidatura a sindaco di Trento abbiamo accettato. Non senza perplessità, perché ci siamo accorti nel corso del precedente mandato, di quanto sia spesso faticoso - e quasi vano- impegnarsi in politica.

Crediamo, però, nel lavoro libero e senza sconti che F.D. ha portato avanti in questi anni e immaginiamo che applicherà, anche per la nostra Trento, i principi di correttezza e trasparenza senza ideologie già sperimentati per la Provincia.

Lo consideriamo il garante di questa iniziativa civica che non deve, secondo quanto abbiamo condiviso, ispirarsi ad attività o modus operandi pregressi. Se Onda Civica sarà una sincera aggregazione di cittadini liberi, noi ci saremo.

Le esperienze precedenti non sono precedenti penali da nascondere, soprattutto quando sono serviti ad intraprendere battaglie che consideriamo significative (cancellazione delle tessere gratuite in A22, approvazione della possibilità - peraltro mai realizzata - che il Comune si costituisse parte civile contro gli autori di violenza contro le donne). Battaglie nelle quali abbiamo cercato di interpretare i valori di libertà, coerenza e lontananza da pregiudizi che ci hanno contraddistinto e ci contraddistinguono.

Abbiamo cercato di portare nel nostro attivismo civile (mai sopito, anche al di fuori del mandato istituzionale) le nostre esperienze di cittadini, insegnanti e genitori. Senza vincoli di partito o di pensiero.

E la stessa libertà da vincoli e valorizzazione delle competenze - nel solo interesse della città - ci è stata garantita da F.D.

In questi anni siamo spesso intervenuti per evidenziare il degrado in cui versa la nostra Trento.
Trento ha bisogno di scelte coraggiose, scelte che spesso sono mancate in questi anni. Il Comune capoluogo, come tutti gli altri in provincia, è privo di autonomia: non può nemmeno decidere liberamente i nomi delle vie e delle piazze( cosa che ogni altro comune italiano può fare senza problemi!).

La città ha spazi degradati e problemi di controllo del territorio: ci sono intere zone in balia di microcriminalità e abbandono commerciale. La criminalità è micro solo per chi la guarda da lontano, mentre peggiora la qualità della vita di chi con essa deve fare i conti ogni giorno, uscendo di casa o aprendo la propria attività.

Occorre un piano urbanistico commerciale per rivitalizzare alcune zone del centro, per dare spazio alle attività tradizionali, quelle che hanno abbandonato il centro storico. Occorre poi valorizzare il rapporto con l'Università, rendendo anche in questo, protagonista il territorio cittadino.

Trento gode di indubbi vantaggi per la presenza dell'Ateneo, ma ci sono anche criticità. Utile sarebbe valorizzare la presenza di una risorsa indubbiamente importante, coniugandola con l'esistenza di un Comune che vuole garantire sicurezza e libertà, vivacità culturale e tradizione.

Oggi l'impressione è quella di una città abbandonata e triste, che ha ridotto il suo rapporto con l'università solo all'utilizzo degli immobili per gli studenti e ai problemi di movida rumorosa.

• comunicato di Giovanna Giugni e Mauro Pericolo

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