Caso Frizzi: Ianeselli smetta di fare il pompiere

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Trento, 4 settembre 2020. - di Silvia Zanetti*

Deve essere difficile, per il candidato Ianeselli (nella foto), fingere da una parte di non avere nulla in comune con chi ha amministrato la città sino ad oggi, pur appartenendo al suo stesso partito, per apparire così come una novità, dall'altra doverne difendere indirettamente l'operato, minimizzano le problematiche sempre più evidenti della nostra città.

L'avvocato e presidente della sezione Ana di Trento, Paolo Frizzi, viene minacciato di morte dal "capetto dello spaccio, levantino un po' cicciotto, sempre azzimato che sta in Portela ormai da anni, stanziale e che tutti conosciamo" e Ianeselli si butta a fare il pompiere, a derubricare un simile fatto ad eccezione. Invoca infatti la necessità di "non alimentare paure" e poi propone la ricetta (altrui) bella e pronta: quella ricetta che, bisogna ribadirlo, nessuno del suo partito ha mai voluto adottare, né a livello nazionale né localmente.

Sappiamo bene che in politica l'importante è appropriarsi della narrazione, per cui la sinistra trentina va ripetendo il leit motiv: "non c'è alcun problema sicurezza, tutto va bene, lo dicono le statistiche, la gente ha una percezione alterata...".

No, caro Ianeselli, la gente semplicemente non è orba nè sorda. Noi di "Si può fare! Liberi civici trentini" vogliamo una città più sicura, una città per quanto possibile libera dalla droga, dove le persone non devono sentirsi abbandonate dalle istituzioni.

Caro Ianeselli, per guarire una malattia bisogna sapere che c'è: continuare a fingere - di fatto - che a Trento non ci sia alcun problema sicurezza, significa non aver alcuna voglia di affrontarlo. Vuole dire voler continuare sulla medesima linea immobilista del compagno di partito Andreatta. E' davvero ora di cambiare. E si può fare!

*Candidata Sindaco Si Può Fare!

 

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