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Giunta provinciale: sostegni per i costi energetici e rinnovo concessioni idroelettriche

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Trento, 18 settembre 2022. - di Pietro Patton*

È certo doveroso ed apprezzabile che la Giunta Provinciale si sia decisa ad intervenire per il drammatico aumento dei costi energetici a favore di famiglie ed imprese, con uno stanziamento di 40 milioni (circa lo 0,8 per cento del Bilancio), dopo che, peraltro, il Governo Nazionale - solo con l'ultimo decreto - ha stanziato allo scopo 14 Miliardi (circa l'1,7 per cento del Bilancio Statale) completando così una complessiva manovra anti crisi che ammonta a 60 Miliardi.

Suscita perplessità tuttavia - come ben richiamato dalle organizzazioni sindacali - la modalità scelta dalla Provincia.

Garantire un contributo uguale per tutti, a prescindere dal reddito, in forma di sconto in bolletta da parte dei gestori e rimborsato dalla Provincia, sarà anche una procedura più semplice, ma non è giusta socialmente e non è efficace economicamente.

Per le famiglie veramente in difficoltà sarà un intervento insufficiente, mentre per altre sarà del tutto superfluo.

Forse la nostra Speciale Autonomia, anche in questo caso, poteva dimostrare maggiore tempestività, incisività e ragionevolezza, mettendo a punto strumenti di mitigazione sociale della crisi più selettivi e più di sistema.

La Giunta ha inoltre annunciato che intende rivedere le proprie posizioni in merito alle gare per il rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche, cancellando la recente Legge Provinciale, approvata in maniera affrettata e poco lungimirante.

Questa inversione di marcia può essere apprezzabile. Purché sia accompagnata da una strategia credibile. Rivendicare semplicemente che in Trentino non si applicano le regole della concorrenza in un settore di mercato come quello delle grandi derivazioni idroelettrico sarebbe pura astrazione. Occorre che l'eventuale proroga venga inserita in un ragionamento che riguarda l'interesse nazionale in questo momento di crisi.

Non è impossibile, ma richiede una iniziativa politica ed istituzionale assai complessa. Ad essa, i Senatori della nostra Alleanza, ove eletti, assicurano fin d'ora il proprio appoggio, in coerenza con l'impegno che le forze politiche del centro sinistra hanno sempre messo in campo sul tema delle grandi derivazioni, fin da quando hanno ottenuto dallo Stato la titolarità delle concessioni in capo alla Provincia Autonoma.

Va comunque detto che l'eventuale proroga in parola non avrebbe di per se effetti diretti sul costo dell'energia per famiglie e imprese trentine, stanti le regole generali del mercato dell'energia. Potrebbe averlo indiretto se tale proroga prevedesse particolari clausole di extra canoni da parte dei gestori in caso di andamenti al rialzo dei prezzi. Con tale gettito extra canone, la Provincia potrebbe finanziare interventi sociali di mitigazione del costo per famiglie ed imprese. Sperabilmente, stavolta, con interventi più incisivi e mirati.

Così come è auspicabile che una eventuale proroga delle grandi concessioni sia inserita in una innovativa strategia di sistema riguardante tutta la filiera energetica territoriale. Ivi compresa la revisione della norma provinciale che ha previsto le gare per le piccole derivazioni. Chiedere la proroga delle grandi e mettere a gara le piccole ha scarso senso logico.

(*nella foto Pietro Patton candidato nel collegio uninominale di Trento al Senato)

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