L’ex-Presidente Ceco a Bressanone

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Vàclav KlausBolzano, 18 maggio 2014. - di Michele Matejka

Venerdì 16 Maggio tiene una discussione pubblica a Bressanone l'ex-presidente della Repubblica Ceca Vàclav Klaus, famoso per il suo euro-scetticismo, in occasione di un comizio pre-elettorale dei "Freiheitlichen". Il candidato dei "blu" alle Europee Pius Leitner, davanti a tutta la dirigenza del partito, introduce l'ospite che parte in ottimo tedesco con la sua lezione - d'altronde è un professore. I temi saranno i soliti che ci si aspettano da lui, e così si parte con l'Euro, che sarà poi il cavallo di battaglia alle elezioni settimana prossima.

L'Euro così com'è non va, la Grecia è stata salvata per mantenere viva "l'utopia della moneta unica, e le utopie si sa che non sono sostenibili". Per quanto riguarda la politica economica comune, Klaus cita il fatto che la Repubblica Ceca riceva sì l'1% del suo PIL dall'UE ogni anno, ma che i costi dall'altra parte siano molto più elevati: sia in termini di perdita di potere inteso come sovranità, sia in termini di mancanza di democrazia. Questo infatti è un termine ricorrente questa sera, deficit democratico. Si parla poi di come ci siano state nella storia due fasi di integrazione Europea, la prima che ha significato l'apertura e la liberalizzazione dei commerci (fase positiva) e la seconda, ora in corso, coincidente con un tentativo di standardizzazione e fusione di tutti i paesi dell'UE (fase negativa). Infine Klaus paragona la burocrazia Europea di oggi con lo statalismo del regime Comunista, che con tutto il male che si può volere all'UE forse è ora un po' esagerato( soprattutto se penso che probabilmente nessuna forma di burocrazia potrebbe mai superare in ottusità quella Italiana) e dice che la reintroduzione delle frontiere avrebbe più effetti positivi che negativi. Personalmente mi piace mostrare il passaporto alle frontiere, ma credo che Schengen sia una gran conquista per tutti noi, specie per chi vive vicino ai confini, e soprattutto che i grandi traffici illegali oggi non verrebbero minimamente intaccati da un poliziotto col cane in un gabbiotto, dato che le strade oggi sono ben diverse.

Piccola coda polemica quando dal pubblico si chiede conto della deportazione/espulsione dei Cechi di lingua tedesca dalla regione dei Sudeti dopo la seconda Guerra Mondiale, alla quale l'ex-Presidente risponde dicendo "non siamo stati noi, la colpa è di Hitler e dei Nazisti".

Evidentemente in Alto Adige non siamo i soli che dopo 70 anni hanno ancora difficoltà a discutere in modo onesto della II Guerra Mondiale e che ancora hanno difficoltà ad ammettere i propri errori (pur ammettendo volentieri quelli degli altri).

Ho l'impressione che sia sempre più facile criticare che proporre (come il M5S e FI insegnano) e che il Prof. Klaus dimentichi che la Rep. Ceca abbia avuto dall'entrata in Europa una crescita costante e notevole, di come i mercati siano aperti e di come oggi si viva bene. Alcune lacune e imperfezioni ci sono nell'UE oggi, nessuno lo mette in dubbio, e certo è da studiare lo strapotere delle Banche che oggi non può più venire arginato nemmeno dalla politica, o l'eccessiva regolamentazione di alcuni settori. Ma non dimentichiamo che la crisi dell'Europa mediterranea è strutturale e non dovuta all'Unione, e non dimentichiamo che se l'Italia non fosse stata obbligata a rientrare in certi parametri di deficit, negli anni '90 saremmo finiti come gli amici Argentini.

Ultima nota, un riferimento alla crisi di emigranti e richiedenti asilo dall'Africa, riguardo a cui viene detto, seguendo la linea del partito, che essi dovrebbero rimanere in Africa e noi dovremmo aiutarli nei loro paesi d'origine. L'idea può essere buona, ma si dimentica che questi disperati non arrivino da Atene o da Cosenza, e che il loro problema principale non è la mancanza di lavoro: arrivano da zone di guerra violentissima, dove il loro problema è la sopravvivenza immediata. L'unico aiuto oggi possibile è l'ospitalità, dato che le missioni umanitarie (ad esempio in Sudan) hanno vita ben difficile al momento, e dato che in fin dei conti stiamo ancora molto meglio noi, se paragonati a loro. Pensiamo prima alle cose che farebbero decidere noi per l'abbandono della casa, degli amici, con un solo zainetto dietro - probabilmente non riusciamo nemmeno ad immaginarle.

L’ex-Presidente Ceco a Bressanone