Ci sia il coraggio, ci sia l'orgoglio

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schedaTrento, 8 maggio 2015. - di Alex Boller

Quindi ci siamo, domenica, dalle ore 7 alle ore 21, i seggi saranno aperti. E mi auguro presi d'assalto. Il disinnamoramento per la politica è il primo avversario da sconfiggere. Credo che mai come oggi ci sia bisogno che i cittadini si rechino alle urne e urlino con la matita la loro voglia di cambiamento.

La campagna elettorale del sindaco uscente Alessandro Andreatta che, carico del convincimento di non essere in discussione, si è spesso sottratto agli inviti che gli erano stati rivolti da associazioni e comitati, lascia perplessi, se non offesi. Direi che questo comportamento rispecchia alla perfezione il metodo usato negli anni della sua amministrazione.

Rifuggire il confronto può avere due significati: tracotanza o timore. A voi la scelta.

Il suo principale competitor, Claudio Cia, ha invece svolto il suo compito senza risparmiarsi. Alla guida del camper messogli a disposizione da un simpatizzante, ha girato in lungo e largo la città e le sue frazioni. In pratica ha impostato la sua campagna elettorale sullo stile che gli è consono. Per la gente e tra la gente, ovvero ciò che dovrebbe fare un buon amministratore o politico.

Ha dovuto anche ingoiare bocconi amari, come il principesco gesto di ieri da parte di geniali oppositori che, al confronto propositivo e democratico, hanno preferito spalmare di escrementi il camper con cui si sposta.

Per la verità questi comportamenti di una certa parte dell'opposizione, sono prassi consolidata da tempo. Tuttavia ciò che preoccupa è il fatto che questi personaggi possono agire indisturbati. Perché l'attuale amministrazione non prende le distanze da tali atti? Perché in questa città in piena deriva democratica, tutto è permesso? Perché un leader nazionale e le centinaia di persone che partecipano all'incontro, devono sottostare a violenza verbale e sentirsi minacciati?

E' normale che fare campagna elettorale ad un gazebo, o solamente passeggiare in centro, possa essere un rischio per l'incolumità personale?

I cittadini che sbuffano per questa situazione, dovrebbero avere il coraggio di varcare il limite del borbottio e mandare a casa una volta per tutte chi non li ha tutelati e non li tutelerà nemmeno in futuro.

Il momento è fatalmente delicato, questo è certo.
Chi, come il sottoscritto, ama la propria città e non la vuole vedere spegnersi lentamente, faccia il proprio dovere.

Ci sia il coraggio, ci sia l'orgoglio d'essere orgogliosi della propria casa.

Ci sia il coraggio, ci sia l'orgoglio