L'analisi di un voto che profuma di cambiamento

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Alessandro AndreattaTrento, 11 maggio 2015. - di Roberto Conci*

Andreatta nuovo sindaco di Trento. Viva Andreatta quindi! Dopo il duro confronto politico e le voci sopra le righe che da sempre regolano qualsiasi campagna elettorale diamo onore al vincitore.

Ma questa vittoria ha un sapore diverso per il nuovo sindaco, sono infatti lontane le percentuali delle precedenti elezioni. Stanotte Andreatta non è andato in «carrozza», anzi, per qualche ora ha rischiato anche di andare al ballottaggio e quindi rischiare una drammatica sconfitta.

Per il centro destra non far andare oltre al 55% il candidato del centro sinistra voleva dire vittoria. Ma nonostante il raggiungimento dell'obiettivo rimane per il centro destra l'amaro in bocca per essere stati per alcuni momenti vicini ad una vittoria dalla portata storica. Per Andreatta con questi numeri non sarà facile governare, ma prima di tutto dovrà recuperare il rapporto con i cittadini che in questi anni si è deteriorato molto.

Per il centro destra ora si apre l'analisi del voto per capire gli errori commessi.
Ma parliamoci chiaro, il risultato di Claudio Cia a Trento è da ritenere ottimo. Ora però sarà divertente vedere se tutto il lavoro fatto come sempre finirà nel «gabinetto» oppure qualcuno nel centro destra deciderà di smettere di litigare e cominciare a parlare di futuro, di pianificazione, organizzazione e coordinamento lasciando magari perdere per un pochettino il proprio orticello.

Già, perché il centro destra sono ormai anni che realizza, smonta, poi realizza di nuovo e poi smonta ancora. Della serie, cari amici è stato bello, ci vediamo un mese prima delle prossime elezioni per vedere che si fa. Se il centro destra farà questo, perderà la grossa occasione di cavalcare il cambiamento. Perché per chi non l'avesse ancora capito, l'aria che tira è cominciata a cambiare.

Lo dimostrano i risultati di Lega Nord e Movimento cinque stelle, ma soprattutto, e lo dico per alcuni ciechi del centro destra, per quello che sta succedendo nel centro sinistra, ma qualcuno se ne sarà accorto?

LA CONFERMA - Il PATT dopo l'ottimo risultato delle provinciali si conferma in crescita su tutto il territorio. Anche a Trento città per il PATT da sempre ostica raddoppia i voti (9,8%) e avvicina pericolosamente l'UPT/Cantiere Dellai. Stravince a sorpresa al primo turno a Cles dove non ha trovato l'accordo con il Pd e anche nel comune della Predaia dove ha sostenuto il nuovo sindaco Paolo Forno. Il PATT dimostra anche che dove va da solo comunque fa bella figura. Ma da oggi via alla nuova classe dirigente che il senatore Panizza sta costruendo in 3 semplici punti e che verrà presentata al congresso di Novembre. VOTO 8

IL SUCCESSO - La Lega Nord raddoppia su Trento raggiungendo il 13,1 % contro il 7,8% delle precedenti comunali diventando la seconda forza politica di Trento. È un exploit incredibile che nessuno poteva prevedere. In comune ora saranno 5 i consiglieri della Lega Nord che conferma gli uscenti Brida e Giuliani e saluta l'entrata di Moranduzzo, secondo più votato dopo Bridi, Gianni Festini Brosa e Stefano Osele. Il traino del consenso a livello nazionale ancora una volta premia la Lega anche sul nostro territorio, complice anche l'arrivo di Matteo Salvini che ha senza dubbio dato l'ultimo scrollone agli indecisi. VOTO 9,5

L'AFFERMAZIONE - Il Movimento5Stelle migliora ancora i consensi rispetto alle provinciale del 2013, e in questo caso come in quello della Lega Nord le piazze confermano la tendenza, due piazze piene e due successi in termini di voti. I grillini portano in consiglio per la prima volta 3 consiglieri, Marianna e Andrea Demattè e Andrea Maschio, per l'opposizione in comune un acquisto molto importante che saprà controllare bene il lavoro della maggiornanza. VOTO 8,5

LA DELUSIONE - Civica Trentina era la lista maggiormente accreditata del centro destra, forte di sei consiglieri comunali uscenti e tre consiglieri provinciali, oltre all'espressione del candidato sindaco Cia. Un fallimento totale di quasi tutti i consiglieri uscenti (solo 2 dei 6 eletti, e un terzo al posto di Cia). Il movimento di Rodolfo Borga che secondo le previsioni avrebbe dovuto raggiungere almeno il 13% è stato l'ago della bilancia in negativo per gli equilibri di queste elezioni. Infatti con quel 6% in più ora staremo qui a parlare di un centro destra al 37% ed oltre, quindi a fare una disamina diversa del voto. In Civica Trentina è successo qualcosa, e alcuni candidati hanno scelto la vecchia politica e i comportamenti arroganti e destabilizzanti non tenendo conto che i tempi sono cambiati. Si salva solo Andrea Merler. L'unica nota positiva sono i ricambi generazionali che non mancano, (Zanetti, Burlon, Guastamacchia, Brugnara ecc ecc) e i vecchi «trombati» ora dovranno fare dei passi indietro per così lasciarli lavorare in pace. VOTO 4

LA NOVITÀ - È senza dubbio la grande e positiva novità di queste elezioni. L'Altra Trento a Sinistra ha raggiunto il 4,7% e porterà 2 consiglieri in comune, Antonia Romano e Jacopo Zannini da più parti eletto come leader futuro della nuova sinistra radicale. A Trento mancava da anni questa sinistra, che dopo essere diventata un movimento extraparlamentare a Trento non era più riuscita a riprendersi. Il merito di questa nuova aggregazione va senza dubbio ad Antonia Romano che dopo aver vinto le perplessità di SEL si è lanciata in questo nuovo progetto che ha portato in termini di elettori un risultato insperato da tutti. VOTO 8

IL CROLLO - «Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia..». scriveva Pablo Neruda. Per Forza Italia è stato un ennesimo tracollo dovuto ad errori grossolani e regolamenti di conti interni che hanno portato a lacerazioni dentro il partito che per decisioni incomprensibili ha dovuto fare a meno di Gabriella Maffioletti, fatta fuori da Giacomo Bezzi in prossimità del voto. Forza Italia porta in consiglio solo Zanetti con una miseria di voti (145) che la dice lunga sulla composizione della lista fatta all'ultimo momento dove ben 5 candidati hanno preso zero voti, cioè non sono nemmeno andati a votare e altri 3 un solo voto. Da questi dati si capisce il tracollo di Forza Italia ampiamente pronosticato dal sottoscritto - VOTO 3

IL DUBBIO - Il risultato di UPT e Cantiere Dellai non è esaltante ma comunque non negativo anche se rispetto alle comunali del 2009 sono scesi di 5 punti in percentuale. Il dubbio è quanto in quel 12,1% c'è lo zampino di Dellai e quanto di Donatella Conzatti. Ma il contenitore di Lorenzo Dellai non ha inciso per nulla nel computo dei voti finali, se si pensa che il suo progetto ha portato solo uno striminzito 1% in più rispetto alle elezioni provinciali del 2013. Il nuovo cantiere di Dellai quindi potrebbe chiudere ancora prima di partire con i lavori, anche perché gli «operai scelti» non rappresentavano certo figure della società civile credibili e conosciute. Non si capisce quindi quale sia stato l'apporto dei candidati a questo progetto, che ha solo generato confusione negli elettori dell'Upt che probabilmente nel dubbio hanno deciso di non andare a votare. È in previsione una resa dei conti all'interno dell'UPT che potrebbe anche dare il benservito a Dellai. VOTO 4 per il Cantiere Dellai VOTO 6 di stima per Donatella Conzatti.

L'INCONSISTENZA - Dal movimento di Manfred De Eccher si attendeva qualcosa di più. Il piccolo 1,7 % grazie al quale non porterà in consiglio comunale nessuno è figlio degli errori degli ultimi anni ma anche frutto dell'incapacità di trovare nuove figure credibili all'interno del proprio movimento. Dopo De Eccher infatti si apre il vuoto assoluto, baratro dove peraltro 6 candidati hanno ricevuto zero voti, confermando quindi il boicottaménto delle urne. VOTO 5

L'OMBRA - L'ombra di chi crede ancora di essere negli anni 80 e non capisce che andando da soli si prendono dei colpi in testa che fanno male. Parliamo dei Verdi naturalmente che confermano miracolosamente il consigliere uscente. Manco a dirlo sarà ancora Lucia Coppola ad entrare in comune, dopo aver più volte confermato il suo ritiro dalla politica. I verdi hanno comunque tenuto il 2,9% delle precedenti elezioni, anche se tutti si aspettavano un'apparentamento con la lista di Antonia Romano vista la subalternità e sottomissione che il partito dovrà tenere verso il PD che di fatto lo escluderà da ogni decisione in consiglio comunale. VOTO 5

L'ADDIO - Progetto Trentino si ferma qui, almeno crediamo che questo sia il fututo dell'ex partito di Silvano Grisenti. Per gli «arancioni» è partito il «rompete le righe» che vedrà molti di loro confluire in altri partiti o nuovi progetti. Il 3,8% raggiunto, che nelle condizioni in cui versa il partito è da ritenersi tutto sommato positivo, segna il passo al 9% delle provinciali che comunque segnò allora una vera «caporetto» per Progetto Trentino. VOTO 5,5

L'APPARIZIONE - Quella di Paolo Primon che con un 2,4% è stato votato da 1.164 cittadini. Un risultato dignitoso quello del suo movimento se si confronta con quello di Forza Italia per esempio, partito nazionale blasonato che ha ricevuto solo uno striminzito 4,2%. La domanda che ora tutti si pongono è, «quella di Popoli liberi sarà solo un'apparizione oppure andrà avanti anche se non è riuscita ad entrare in consiglio»? «e Paolo Primon dopo essere tornato sulla scena politica dopo 30 anni tornera ad occuparsi di altro»? - ai posteri l'ardua sentenza. VOTO 6

ALLARME PD - Ammettiamolo, per un partito che negli ultimi mesi ha fatto di tutto per farsi del male, alla fine non è andata nemmeno tanto male. Su Trento il consenso è rimasto quasi uguale a quello delle ultime elezioni comunali (29,6 % contro 29,9%). Però tutti i nodi vengono al pettine e allora succede che la mancata alleanza con gli amici storici porta a delle sconfitte in centri urbani molto importanti. Il Pd perde Cles al primo turno, e va al ballottaggio a Rovereto partendo sfavorito. Ma perde insieme alla coalizione anche Pergine e rischia molto nel ballottaggio di Borgo. La realtà è che il Pd trentino è in difficoltà e sotto la scure populista di Lega Nord e movimento cinque stelle, l'alleanza con il Patt che comincia a scricchiolare paurosamente, le risse interne senza soluzione, la poca volontà di rinnovamento e le accuse di attaccare la nostra autonomia, potrebbe cominciare a cedere. VOTO 6,5

* "La Voce del Trentino"

L'analisi di un voto che profuma di cambiamento