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Predazzo: Minibus ad idrogeno (costo 9 milioni di euro) in garage

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BUS IDROGENO1Trento, 28 gennaio 2014. - di Paolo Serafini

E' grande la boria e la soddisfazione di aver speso 9 milioni di euro solo per dare alla stampa estera, in occasione dei Mondiali di sci nordico della Val di Fiemme del 2013, l'immagine di un Trentino all'avanguardia nello studio e nella progettazione di mezzi di trasporto pubblico ad emissioni zero. Una modalità di costosissima, ricordiamolo, "sperimentazione" che da mesi e mesi giace "sepolta" in un garage di Predazzo.

Non veritiere ma menzognere le dichiarazioni di difesa di Trentino Trasporti oggi (28/01) sul quotidiano il Trentino. I mezzi in questione infatti, a detta del personale viaggiante in loco, dopo il loro ingresso "glorioso" e uso in occasione dei mondiali, sono stati relegati ad ammuffire e arrugginire in quel cimitero che per loro è divenuto il deposito autobus di Predazzo.

La stessa fine che toccò ahimè ad alcuni costosissimi minibus ibridi acquistati alla fine degli anni '90, usati solo il tempo necessario per dare ancora una volta "immagine" alla Società di Trasporto, e sicuramente a fare "l'interesse" di qualcuno, relegati per dieci anni dapprima nel vecchio deposito di via Marconi e poi nel parcheggio della "cattedrale" di via Innsbruck, per poi nel 2013 essere completamente dismessi e sparire anche dal cimitero in cui avevano trovato "riposo". Non è quindi un caso isolato lo sperpero perpetrato dall'Azienda di Trasporto e dall'Ente Provincia ma ricorrente.

Una politica, quella inerente agli investimenti del Trasporto Pubblico Locale, che deve essere rivista e studiata tenendo conto di un bilancio provinciale sempre più sofferente. E che, come vorrebbero, non deve pesare sui sacrifici dei lavoratori dell'Azienda. Una politica attenta a chè nessuno sperpero a danno dei contribuenti possa essere perpetrato.

Svanito, grazie a Dio, il famigerato e "pacheriano" progetto Metroland che, senza emettere nessun vagito è già costato 400 mila euro, ora l'attenzione deve essere posta al progetto della ferrovia della Valsugana. Un progetto che già all'inizio ha contribuito ad "accontentare" qualcuno e penalizzato la forza lavoro del territorio. E quello che doveva essere un concorso "interno" all'Azienda per sopperire agli esuberi del personale è stato stravolto di tutta fretta da un concorso nazionale che ha visto l'ingresso di due soli dipendenti aziendali locali e per il rimanente 98% candidati da tutta Italia. L'opposizione in consiglio provinciale ora deve martellare e pubblicamente manifestare il dissenso a "tale politica" affinchè la continua "ruota" degli sperperi e degli interessi di "parte" abbia a fermarsi.

Predazzo: Minibus ad idrogeno (costo 9 milioni di euro) in garage

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