Ex Cassa Malati: La bottega prevale sulla politica

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Alessandro AndreattaTrento, 27 febbraio 2014. – di Paolo Serafini *

Si è conclusa con il peggiore degli scandali la questione "ex Cassa Malati" alla ormai tradizionale insegna degli sprechi. Ma vediamo di fare un passo indietro negli anni e capire quante gravi mosse sbagliate sono state fatte dall'Ente Provincia. Era il 1997 quando l'Azienda Provinciale cerca sul territorio un immobile di 5000 mq. Diego Zini della Edilbeton che in quel periodo stava costruendo il Big Center si propone facendo un'offerta.

Dopo 18 mesi la Provincia si fa viva e interessata. Nel corso del sopralluogo all'immobile in costruzione non più è interessata ai 5000 mq bensì a 15.000 mq (uffici più il piano terrazzato). L'Edilbeton chiede 38/39 milioni di euro. La Provincia fa fare una stima e nel luglio del 2002 scrive una lettera alla impresa costruttrice offrendo 38 milioni e "imponendo" la Cassa Malati quale permuta perché per loro (Provincia) 38 milioni sono troppi determinando il valore dell'immobile in 10 milioni di euro.

La Edilbeton all'inizio dubbiosa, considerati il fatto che non avrebbe potuto realizzare nello stesso né uffici nè appartamenti visto il vincolo urbanistico e la previsione di un imponente ristrutturazione, alla fine accetta pur di vendere il "Big". E nel dicembre 2002 viene firmato il preliminare di acquisto.

Nel 2004 Palazzo Verdi (ex Cassa Malati) diviene quindi proprietà di Edilbeton che dopo una onerosa ristrutturazione vede entrare, dopo una serie di delibere comunali che hanno previsto un cambio di destinazione d'uso temporaneo, una sede universitaria temporanea.

Dopo qualche anno, terminata l'occupazione universitaria, il proprietario dell'Immobile divenuto IDEA FIMIT (che vede l'onnipresente Antonio Mastrapasqua come presidente del CdA) chiede al comune di modificare stabilmente la destinazione urbanistica per poter dare in locazione l'immobile alla Provincia dietro un corrispettivo di 700.000 euro annui più IVA.

Stranamente con tutti gli immobili dismessi presenti sul territorio in proprietà a Patrimonio del Trentino S.p.a. si opta a sprecare fior di milioni per pagare degli affitti impressionanti quando più sensato sarebbe stato investire ristrutturando quelli già esistenti e vuoti.

Neppure questo ragionamento ha portato a far riflettere la maggioranza del consiglio circoscrizionale San Giuseppe – Santa Chiara (competente per territorio) che in data 15 gennaio 2014 ha votato la modifica alla destinazione urbanistica (16 presenti – 10 favorevoli -2 contrari – 4 astenuti). Anche il consiglio comunale, come già reso noto, ha vergognosamente approvato.

Il voto contrario poteva essere l'unico strumento per evitare sprechi e sicuramente interessi collegati. Segno evidente di una politica legata saldamente ad essi che si rifletteranno ancora una volta sulle tasche dei cittadini e dei servizi e di una classe dirigente comunale soggiogata e ogni volta inginocchiata alle imposizioni di quella provinciale.

 

 

* consigliere della Circoscrizione San Giuseppe – Santa Chiara del Comune di Trento

 

precedenti sull'argomento:

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