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Stazione dell'Idrogeno a PanchiàTrento, 19 settembre 2014. – di Giuseppe Spazzali *

L'avventura dell'idrogeno in Val di Fiemme con sperpero di denaro pubblico. Bastava vedere cosa era successo ai mondiali del 2006 di Torino, gli autobus a IDROGENO acquistati dalla Provincia Piemonte per un importo di € 6.499.000 sono circolati per l'intera manifestazione delle Olimpiadi invernali e poi, dopo 5 mesi, sono stati dismessi e ricoverati nelle rimesse senza nessun riutilizzo, denaro dei contribuenti buttato.

Anche la Provincia Trentino si è avventurata in questa odissea, chiedendo alla ditta consociata FIAT che ha fornito i bus ad idrogeno a Torino di domiciliarsi a Villa Agnedo con la nuova società Dolomitech srl per poter commissionare le nuove forniture per i Mondiali 2013 della Valle di Fiemme, con una spesa che si aggirava a € 4.600.000 per il costo dei tre mini bus, in più la struttura del distributore ad idrogeno nei pressi di Panchià da più di un milione di euro obbligatoria dato che i bus ad idrogeno hanno poca autonomia kilometrica.
Il problema del bus a Idrogeno e' il costo di mantenimento, piu' che la volonta' politica.

Al momento, infatti, il costo dell'idrogeno è di 1,35 ?/Km mentre il gasolio costa 0,35 ?/Km, il che vuol dire che con quello che spendi per far girare un bus a idrogeno, ce ne fai girare 4 a gasolio o anche di piu' a metano.

Sempre facendo finta che un bus a idrogeno abbia un costo d'acquisto pari a quello di un bus a gasolio o a metano, cosa che non e' vera!!! (10 bus metano contro 1 ad idrogeno).

I primi ad essere scettici sull'ipotesi bus e vetture a idrogeno sono le industrie e le case automobilistiche che già da tempo le hanno tolte dalla produzione dimostrativa e dai vari saloni mondiali.

La tecnologia attuale nel campo della mobilità sostenibile mette a disposizione i veicoli a metano (ampiamente collaudati), l'elettrico (affidabile, ma con problemi di autonomia per via delle batterie), l'ibrido (interessante per le autonomie e per il concetto di mezzo a trazione elettrica oppure tradizionale), l'idrogeno (sarà la soluzione del futuro ma che sarà matura non prima del 2030).

Per il metano, sono i veicoli meno inquinanti e più diffusi per il momento, tanti mezzi in circolazione e a basso costo di energia ma i distributori di metano in Fassa e Fiemme non ci sono e sono anni che li chiediamo.

Non neghiamo la sperimentazione in piccola scala, doverosa e futuristica, ma ci caliamo nel mondo sostenibile, specialmente in questi tempi di crisi, dove si mette sui patti della bilancia l'investimento e il ritorno effettivo del servizio.

E' bello pensare che la politica sia come un bravo padre di famiglia che amministra la spesa quotidiana con parsimonia, l'unica parsimonia dei denari pubblici si amministrano solo nelle retribuzioni dei vari politici ... pensiamoci bene quello che l'Unesco ci ha regalato valorizzando il nostro territorio Dolomitico puntando anche su viabilità che sposti il traffico dalla gomma alla rotaia, CON POLITICHE MIOPI che non daranno presto risultati a questo importante obbiettivo potremo anche perdere il titolo "PATRIMONIO DELL'UNESCO"
Tutto sommato dobbiamo farci sentire anche perché in sostanza sono denari di tutti i contribuenti...

*Per il comitato contro lo spreco

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