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Il signor Rossi sconfitto dal complotto

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Vale MarcTrento, 26 ottobre 2015. - di Alex Boller

In poco più di ventiquattrore si sono scritte milioni di parole e si sono sentite migliaia di opinioni di ciò che è successo in Malesia. Si è analizzato quel video fino a farlo diventare indigesto, indigesto come l'epilogo di una gara che doveva essere epica e indimenticabile.

Il Mondiale dei Mondiali, era stata intitolata la sfida tra Rossi e Lorenzo, quel confronto che avrebbe scritto una pagina importante della storia della MotoGp.

Alla fine Il Mondiale dei Mondiali si è amaramente trasformato ne La tristezza delle tristezze. La speranza di godere fino all'ultimo metro di pista di una delle battaglie cui spesso abbiamo assistito negli ultimi tempi fra i quattro protagonisti del Mondiale 2015, ossia Rossi, Lorenzo, Marquez e il felicemente ritrovato Pedrosa, è naufragata in qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato.

Eppure qualche segnale, giunto negli scorsi giorni, avrebbe dovuto accendere più di un sospetto.

Mi spiego.

Dopo il Gp d'Australia, Rossi se n'è uscito con una dichiarazione che, personalmente, mi aveva lasciato un po' perplesso. Una dichiarazione, tra l'altro, che non capivo.

Valentino, che non è mai stato uso ad accuse o giustificazioni, sollevava il dubbio che Marquez stesse correndo per fargli perdere il mondiale. Sinceramente non ho creduto a queste parole, ho trovato la cosa quale figlia di un periodo di forte pressione. Uno sfogo dettato dall'ansia, insomma.

Inaspettatamente, però, quelle parole hanno trovato il loro posto nella condotta di Marquez nel Gran Premio di ieri a Sepang.

Il dubbio che le cose stessero proprio così, ora è qualcosa di più di una supposizione, direi anzi che si è trasformato in un'evidenza.

Se Valentino, all'indomani dell'Australia, si è sfogato accusando i due di complicità, lo ha fatto soltanto perché ne aveva la certezza matematica, pur non potendo provarlo all'opinione pubblica.

Una vocina, magari giunta dal box avversario, lo aveva probabilmente avvisato da qualche settimana.

In tutta questa storia c'è qualcosa di molto stupido, oltre che vergognosamente scorretto. Perfino da parte della Dorna (società spagnola, guarda caso, che cura l'organizzazione del motomondiale).

Eh già.

Se domani "The doctor" decidesse anzitempo di ritirarsi dalle competizioni, sappiano lor signori che il motomondiale rischierebbe di trasformarsi. E di parecchio, anche.

Decine di tribune gialle rimarrebbero vuote e tristi.

Per non parlare poi degli introiti inimmaginabili derivati dal sorriso e dalla manetta di quel campione inarrivabile chiamato Valentino Rossi.

Il mito Rossi non ne esce comunque intaccato da tutto ciò. Con buona pace della coppia di neo innamorati.

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