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Da Seppi a Berrettini, il meglio del tennis italiano

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Trento, 3 agosto 2020. - Redazione

Se si pensa al Trentino Alto Adige, a livello sportivo viene subito in mente lo sci o qualsiasi altro tipo di sport invernale. Tuttavia, in questa regione sono nati vari campioni di tante altre discipline sportive che hanno rappresentato il tricolore a livello internazionale. Uno di questi è Andreas Seppi, il quale da giovane ha dovuto scegliere tra il più popolare calcio regionale e il tennis, disciplina che in Italia non ricopre lo stesso ruolo di calcio o, per esempio, basket.

Il mancino nativo di Bolzano nel 1984 è stato senza dubbio uno dei migliori rappresentanti del tennis italiano del secolo iniziato vent'anni fa, riuscendo a trovare continuità con una serie di prestazioni importanti soprattutto nei primi anni '10, quando fu capace persino di arrampicarsi fino al 18o posto del ranking ATP nel gennaio 2013, arrivando così a essere il settimo italiano di sempre ad aver fatto breccia nella top 20 di questa speciale classifica. Parliamo, in definitiva, del primo tennista italiano di sempre ad avere vinto un campionato sull'erba (Eastbourne 2011), oltre ad aver disputato ben quattro finali ATP nello stesso anno, qualcosa che in passato era riuscito solamente a due fenomeno come Adriano Panatta e Corrado Barazzutti e che in futuro sarebbe stata ripetuta solamente da Fabio Fognini.

Ed è proprio Fognini, sanremese nato nel 1987, ossia tre anni dopo Seppi, l'altro italiano che ha fatto tanto parlare di sé in quest'ultimo decennio. Il talentuoso ligure, spesso troppo soggetto ad attacchi d'ira e di mancato controllo della sua esuberanza, è stato però per molti il più grande talento del tennis italiano dell'epoca moderna. Capace di arrivare ai quarti di finale nel 2011 al Rolang Garros, torneo per il quale quest'anno il grande favorito è come sempre lo spagnolo Rafa Nadal secondo le quote sul tennis di Willliam Hill, Fognini è stato abile a ottenere grandissimi trionfi individuali contro lo stesso spagnolo in semifinale a Montecarlo, torneo che in seguito avrebbe vinto in finale contro il serbo Dusan Lajovic. Il talento del sanremese è uno dei più puri degli ultimi anni e le sue qualità si sono espresse in tutto il mondo, dando molto lustro alla tradizione tennistica italiana che da decenni non vedeva un proprio rappresentante districarsi con un gioco così leggiadro e cristallino. Vincitore di cinque titoli ATP e grande trascinatore dell'Italia in varie edizioni della Coppa Davis, Fognini ha davanti a sé ancora qualche anno per farsi valere ad altissimi livelli, non solo in singolo ma anche in doppio, categoria nella quale ha trionfato in sei occasioni.

Il futuro, invece, è quello di Marco Berrettini, romano classe 1996 capace di qualificarsi al Master di Londra nel 2019, il tutto dopo aver raggiunto le semifinali dello Us Open di poche settimane prima. Arrivato al numero 8 della classifica ATP alla fine di un 2019 strepitoso, il romano è senza dubbio l'enfant prodige del tennis italiano ed è stato anche capace di vincere un incontro al Master di Londra contro Dominic Thiem, in quel momento numero 5 mondiale. Vincitore di tre titoli ATP, l'ultimo dei quali alla Mercedes Cup di Stoccarda nell'estate del 2019, Berrettini rappresenta, insieme al classe 1992 Marco Cecchinato, la grande speranza del tennis tricolore, che non gioca le semifinali della Coppa Davis dall'edizione del 2014, anno nel quale proprio grazie agli exploit di Seppi e Fognini gli azzurri si erano imposti ai quarti di finale sulla Gran Bretagna, arrivando così in semifinale, dove avrebbero poi perso con la Svizzera di Federer. Con Berrettini, tuttavia, il futuro si presenta più azzurro che mai per il tennis italiano, che avrà bisogno di tutto il suo talento per tornare a essere grande.

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