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Brasile - Serbia 2-0

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Trento, 25 novembre 2022. - di Gian Piero Sera

Fucina inesauribile di talenti, il Brasile approccia la competizione mondiale sfoderando una prestazione di sostanza accompagnata all'ineguagliabile gusto per il "jogo bonito", marchio di fabbrica da sempre della compagine verdeoro.

L'ottimo allenatore del Brasile Tite dispone i suoi uomini con la classica difesa a quattro, con Danilo che in fase di costruzione scala in mediana, due alfieri a centrocampo in appoggio alle due frecce acuminatissime Vinicius e Rafinha messe a calpestare le rispettive linee di fondo per allargare la difesa avversaria, Richarlison come faro dell'attacco e con Neymar a fare da tergicristallo su tutto il fronte avanzato seminando accelerazioni e meraviglie assortite.

In tutto il corso della partita colpisce la profonda maestria nel tocco che tutti gli elementi brasiliani mostrano, così come la compattezza e la determinazione tutta europea che gli eredi del "fùtbol bailado" sembrano finalmente aver appreso senza provarne vergogna.
Gli ottimi serbi dal canto loro rispondono con il loro calcio fatto di prestanza fisica e sapienza tecnico-tattica dispiegando un ruvido 5-3-2, cercando di limitare lo straripante estro altrui nella speranza di qualche colpo di fortuna, specialmente nei calci piazzati, dove mostrano una evidente supremazia fisica basata sulle altezze vertiginose del propri giocatori.

Il fragile equilibrio viene spezzato sul "far del mattino" del secondo tempo, con Richarlison che ribadisce in rete una respinta del portiere serbo su una rutilante azione d'attacco che vede protagonisti prima Neymar e poi la saetta Vinicius.
Il tentativo seguente del tecnico serbo di sbilanciare la propria squadra alla ricerca dell'immeritato pareggio con l'inserimento dell'inutile Vlahovic, rende ancora più facile il dispiegarsi armonico del bel gioco brasiliano: si accumulano occasioni da rete fino al meraviglioso raddoppio di Richarlison, autore di un gesto tecnico-atletico di rara bellezza che lo vede avvitarsi in aria per concludere con una plastica semirovesciata con palla all'angolino.

Finisce tra gli "olè" festanti del pubblico, inconsapevole del fatto che in questo modo va materializzandosi quella dinamica dello spirito più volte fatale ai pentacampeão verdeoro e cioè quella giusta consapevolezza della propria forza e bellezza che diventa colpevole disprezzo nei confronti dei propri avversari, perdendo in questo modo quella attenzione alle possibili armi ferali del nemico che in una battaglia furente fra ventidue uomini sono sempre inevitabilmente presenti.

"Anceps fortuna belli" ammoniva Cicerone: vedremo quanto gli scintillanti brasiliani sapranno farne tesoro quando gli ostacoli da superare, nel corso della competizione, diventeranno sempre più impegnativi e irti di pericoli.

(nella foto il secondo gol del brasiliano Richarlison)

Brasile - Serbia 2-0

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