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Argentina - Messico 2-0

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Trento, 27 novembre 2022. - di Gian Piero Sera

"Picciolo Cherubino. Come cangia in un punto il tuo destino!": ecco come Figaro sbeffeggia il paggetto lla fine del Primo Atto delle inarrivabili Nozze di figaro mozartiane.

E proprio in un punto, al sessantaquattresimo minuto della seconda parte della partita, il destino della squadra albiceleste e del suo divino "El Diez" è mutato quasi miracolosamente grazie ad una prodezza balistica di Lionel Messi.

Fino ad allora, la squadra argentina stava sprofondando quasi inerme nelle sabbie mobili preparate dal tecnico dei messicani Gerardo Martino, con un appiccicoso 5-3-2 assolutamente disinteressato verso una qualsiasi parvenza di proiezione offensiva.

I tangheri biancocelesti, col loro gioco involuto e statico, non erano riusciti a recare la minima offesa alla porta avversaria, sbattendo cocciutamente contro la linea difensiva a cinque organizzata dai messicani supportata da robuste chiusure del loro tosto centrocampo.

I volti degli argentini andavano pietrificandosi dal terrore col passare inesorabile dei minuti, immaginandosi già fuori della competizione mondiale: l'azione di Messi che, con una rasoiata di sinistro dal limite dell'area di rigore, insacca il pallone nella rete avversaria, ha l'effetto della comparsa dell'arcobaleno dopo un cielo nero di tempesta.
La squadra quindi sembra sciogliersi, disegnando agili contropiedie, entrando come lama calda nel burro nella difesa sconsolata dei messicani.
Ed in una di queste discese felici verso la metà campo avversaria, che l'interessante tuttofare Enzo Fernàndez, ex dei "Los Millonarios" del River ora arruolato tra le fila del Benfica, chiude la partita con un chirurgico tiro a giro che va a morire nel "sette" della porta de "la Tricolor".

Le terrificanti oscillazioni emotive mostrate dai biancocelesti suggeriscono la presenza di un Convitato di Pietra, da cercare su tra i cieli: proprio ieri ricorreva infatti il secondo anno della scomparsa dell'altro "El Diez", Diego Armando Maradona, sicuramente più grande di quello che oggi ha deciso la partita.

Ed è proprio questo continuo paragone tra le carriere e i trofei di queste due icone del calcio argentino diventa alternativamente fattore moltiplicante o divisore delle forze e dell'entusiasmo dei biancocelesti, facendo diventare la sua fortuna nelle competizione in atto cangiante come il cielo parigino nel mese di marzo.

Argentina - Messico 2-0

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