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Argentina - Polonia 2-0

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Trento, 1 dicembre 2022. - di Gian Piero Sera

L'inventore della politica intesa come scienza, Niccolò Macchiavelli, scolpiva nella pietra: "Il fine giustifica i mezzi".

Ed è proprio abbracciando spericolatamente questa celebre locuzione che la squadra polacca raggiunge gli ottavi di finale, al termine di una partita mai giocata contro l'Albiceleste del tecnico Scaloni, detto in gioventù "El Toro".

Il tecnico polacco difatti dapprima schiera la sua formazione su uno scolastico 4-4-2, rinunciatario e triste, nella speranza di blindare la propria difesa per strappare un pareggio a reti bianche.

Presi i due goal a cavallo dell'interruzione fra il primo e il secondo tempo, il tecnico polacco si trasforma in un giocatore di poker: decide quindi di adeguare il comportamento della sua squadra sull'esile vantaggio contabile fatto di differenza reti e ammonizioni accumulate sui messicani anche loro in corsa per il passaggio di turno, rinunciando platealmente ad imbastire uno straccio di reazione offensiva, nel timore di subire reti o cartellini gialli.

L'Argentina, autrice di una robusta prestazione col suo arioso 4-3-3, disegnato per esaltare le doti di creatori di gioco dei suoi due fuoriclasse, "La Pulga" Messi e "El Fideo" Di Maria, raggiunto il doppio vantaggio, smette le scarpette da gioco per infilare comode pantofole, godendosi il primato del girone evitando in tal modo l'incrocio agli ottavi con la terrible Francia dell' imprendibile Mbappé.

Il resto della partita quindi scorre via inutile, con i giocatori polacchi costantemente rivolti verso la propria panchina alla ricerca di qualche notizia dai compagni sintonizzati sulla gara dei messicani: il doppio fischio finale delle due partite viene accolto da un abbraccio liberatorio dei giocatori delle due squadre in campo.
"Fulget amica dies, iam fugere et nubila et procellae" ovvero "Splende benigno il giorno, son già fuggite sia le nuvole che le tempeste": così il diciassettenne Amadeus cesellava con musica celestiale nel mottetto "Exsultate, jubilate".

Ed è quello che avranno ascoltato nel loro cuore le sterminate schiere dei tifosi della Selection, passati nel giro di una settimana dalla tempesta più nera alla luce accecante di una bella giornata di maggio.

Argentina - Polonia 2-0

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