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"Madamina, il catalogo è questo": guida ragionata sulle squadre approdate ai quarti di finale

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Trento, 8 dicembre 2022. - di Gian Piero Sera

Olanda: rinnegato il calcio totale d'attacco più per mancanza di uomini che per convincimento, gli orange si poggiano contro natura su una solida difesa e sul sapere spicciolo e minuto accumulato in sessant'anni di calcio insegnato sulle cattedre di mezza Europa. Squadra rognosa e appiccicaticcia, complicata da affrontare e da domare.

Argentina: sembra completamente abbandonata al dramma esistenziale del suo giocatore più noto "El Diez" Messi, alla ricerca del trofeo che lo consacrerebbe degno del divino Diego Armando Maradona. Per strada sembra aver trovato due scudieri efficaci nel centravanti Alvarez e nel tuttofare Hernandez: possono rappresentare un antidoto ai ritmi tangheri un filino compassati dell'Albiceleste.

Brasile: "O jogo bonito", marchio di fabbrica da sempre dei verde oro, con l'aggiunta di rigore tattico e buona determinazione difensiva tutta europea. Il gioco scorre fluido ed elegante con occasioni e goal a raffica: si percepisce comunque l'ombra di atteggiamento presuntuoso ed arrogante che potrebbe esitare in una sottovalutazione del nemico, pericolosa e fatale.

Croazia: squadra che sembra essere l'eco della sua storia, fatta di qualità tecnica, principi morali solidi e capacità di lettura delle partite. Sopperisce alla mancanza di un vero uomo goal facendo diventare primo violino, in ogni partita, un violino di fila qualsiasi, a turno.

Francia: detentrice del gioiello più luminoso del mondiale, l'immarcabile Mbappé, indirizza il gioco e le partite cercando e trovando l'occasione giusta per sprigionare tutta la sua accecante superiorità atletica e tecnica. Le accelerazioni di Dembelè e la regia da "Nouvelle Vague" di Griezmann completano il quadro di una squadra che sembra avere solo nello specchio adulatore il maggior nemico.

Inghilterra: squaderna una formidabile batterie di mezze punte capaci di scardinare con la loro tecnica qualsiasi difesa. In aggiunta mostrano il miglior centrocampista del mondiale, lo straordinario Bellingham, capace magnificamente di "cantare e portare la Croce". La difesa appare imbellettata alla meglio per mascherare difetti e mancanze che sfigurano un poco davanti allo scintillio dell'attacco.

Portogallo: liberatasi del peso ingombrante di Ronaldo, sciorina un calcio ragionato ed efficace, con numerosi stoccatori di piccola taglia dal passo rapido e sicuro. In più sembrano serbare l'arma più letale, lo straripante Leao, per le sfide più toste, dove un solo colpo di genio può risultare decisivo.

Marocco: conquistata la palma di sorpresa del mondiale, gioca sulle ali d'entusiasmo di un popolo intero. Difesa determinata, spirito d'acciaio e qualche buon giocatore: tanto basta per godersi il resto del cammino senza eccessive speranze o patemi d'animo.

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