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Francia - Marocco 2-0

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Trento, 15 dicembre 2022. – di Gian Piero Sera

Massimo Decimo Meridio, nel film "Il Gladiatore" allerta, torvo, i suoi uomini pronti alla battaglia con il celeberrimo: "Al mio segnale, scatenate l'inferno".

Il fischio d'inizio della seconda semifinale è proprio quel segnale atteso dagli uomini della compagine marocchina, che gettano nella partita tutto l'ardore e il coraggio immaginabili, nel desiderio irremovibile di approfittare della incredibile occasione che il destino ha creato per loro: la conquista della finale mondiale.

I francesi accettano virilmente il clima da ordalia che si trovano dinanzi gli occhi, organizzati nel loro classico 4-2-3-1, dove i due pistoni di centrocampo Fofana e Tchouaméni supportano con muscoli e polmoni i quattro moschettieri d'attacco, l'agile Dembélé, l'arguto Griezmann, il quattrocentista Mbappé e la torre Giroud.

Il Marocco a sua volta erige una solida muraglia di cinque difensori organizzati attorno all'acciaccato rais Saiss, costretto ad alzare bandiera bianca dopo pochi minuti per infortunio, coadiuvata da una ulteriore diga di quattro giocatori a centrocampo, nel tentativo di contenere le prevedibili ondate dei bleues, con un solitario e sperduto attaccante: tutti metaforicamente armati fino ai denti e decisi a non mollare un centimetro di campo a costo della vita.
Il tempo di far posare la polvere alzata dal tramestio creatosi a centrocampo dal cozzare dei due pacchetti centrali e la Francia si ritrova in vantaggio: uno spiffero lasciato nel marchingegno difensivo marocchino viene sveltamente usato dal gironzolante Griezmann che con un pallone scodellato crea una mischia furibonda risolta in semirovesciata dall'arrembante Hernandez.

Il subitaneo schiaffo preso in pieno volto non disarma il popolo e la squadra marocchina che coraggiosamente cerca di imbastire qualche azione d'attacco con le poche armi a disposizione: alcune discese tumultuose sulla destra di Hakimi, dei ricami del talentino Zyech e rari inserimenti dell'interessante Ounhai, riuscendo addirittura a scalfire il montante del portiere francese con una "cilena" di El Yamiq.

La Francia nel frattempo prova a chiudere la partita prima con una conclusione ciclonica di Giroud che si stampa sul palo e poi con lo stesso attaccante che a porta vuota getta tutto alle ortiche tra la disperazione dei compagni di squadra.

Il secondo tempo scorre tra generosi assalti all'arma bianca dei marocchini ben contenuti dai difensori francesi e contropiedi feroci dei Bleues sventati per un soffio.

Arriva quindi all'ottantesimo il goal del due a zero che chiude la partita, con una azione nata da una veronica di Mbappé, che scambiato il pallone dentro l'area, riesce a scartare mezza difesa marocchina in un fazzoletto per consegnare all'appena subentrante Kolo Muani un assist che anche una dolce nonnina avrebbe potuto spingere facilmente in rete.

Finisce così tra le lacrime disperate del pubblico e dei giocatori marocchini, stravolti e bocconi sul prato verde: malinconicamente svanisce il sogno di un continente intero, mentre va delineandosi all'orizzonte il contorno di una sfida epocale, fra la squadra francese che marcia tra squilli di tromba di una carica napoleonica e quella albiceleste che sembra avvitarsi intorno ai ritmi sensuali e drammatici di un tango argentino.

(nella foto Griezmann rincorso da Amrabat)

Francia - Marocco 2-0

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