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Pinzi: 'Voglio tornare a sentire la musica della Champions!'

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Giampiero PinziUdine, 21 luglio 2012. - Il guerriero bianconero, Giampiero Pinzi, è pronto a rientrare in campo. Il veterano di mille battaglie friulane ha quasi smaltito del tutto il piccolo problemino fisico che lo ha costretto a saltare l'amichevole di giovedì contro l'Arta/Cedarchis e che lo terrà ai box anche domani contro la Rappresentativa Regionale FVG, ma da lunedì dovrebbe rientrare in gruppo. A sudare con i compagni per quel chiodo fisso che si chiama UEFA Champions League.

Pinzi, innanzitutto come sta?

"Meglio. Ho avuto questo piccolo incidente di percorso, fortunatamente non grave, ma da lunedì dovrei rientrare a pieno regime con il resto del gruppo".

Lei che è un veterano dell'Udinese e dei ritiri estivi bianconeri che sensazioni nota in questa "nuova" squadra?

"Il clima è pressoché identico a quello degli altri anni. La filosofia della società è questa, è arrivato un blocco cospicuo di brasiliani e adesso stiamo sfruttando queste settimane per conoscerci e integrarci al meglio".

La mediana, rispetto a due anni fa, è cambiata parecchio. Cosa pensa dei nuovi arrivati a centrocampo?

"Onestamente è presto per trarre un giudizio, ma certamente mi sembra tutta gente tosta e a me la gente tosta, che non leva mai la gamba, piace eccome. Io, Willians, Badu, lo stesso Allan abbiamo determinate caratteristiche e cercheremo di sfruttarle al meglio. Senza dimenticare che quest'anno sono arrivati a Udine giocatori con alle spalle già almeno un paio di campionati da titolari nelle loro ex squadre e questo è molto importante perché significa che sono già pronti. Ovviamente il campionato italiano è durissimo, il ritmo rispetto al Brasile, per fare un esempio, è diverso e starà a loro adattarsi il prima possibile, ma le basi mi sembrano molto positive".

La testa di tutti è concentrata al preliminare?

"Sì, come è ovvio che sia. Ma, anzi, quest'anno ci teniamo ancora di più rispetto alla scorsa stagione perché arriviamo ai playoff da terzi in classifica. Dodici mesi fa eravamo dispiaciuti, nonostante due ottime prestazioni contro una squadra oggettivamente più forte di noi, ma questa volta innanzitutto speriamo di essere un pizzico più fortunati nel sorteggio e poi vi assicuro che daremo il 110% per passare il turno. Io ho avuto la fortuna di provare dal vivo la Champions League con Cosmi in panchina, e sentire quella musichetta mistica dal campo, e non seduti sul divano, è davvero tanta roba".

Senza dimenticare Campionato e Coppa Italia...

"Certamente. A me piacerebbe in particolar modo andare fino in fondo in Coppa. È una competizione che viene spesso snobbata, causa stress e difficoltà della Serie A, ma io vorrei davvero arrivare sino alla finale di Roma e vedere l'Olimpico riempito dai tifosi bianconeri. Il campionato? L'obiettivo minimo sono sempre i 40 punti. Salvarsi, in Italia, non è mai facile e in particolare in questa stagione in cui dalla Serie B sono salite squadre toste e competitive. Noi dobbiamo mantenere lo spirito delle ultime due stagioni e cioè avere sì ambizioni, ma sempre con grande umiltà. Il nostro equilibrio di squadra che ci divide da una vittoria a una sconfitta è sottile e non dobbiamo spezzarlo. Perché, come dice sempre il mister, noi dobbiamo correre sempre più degli altri per tagliare grandi traguardi".

L'Udinese tra poco si doterà di uno stadio nuovo e le "big" metropolitane si stanno ridimensionando. Non pensa che, questi, alla lunga siano due fattori che potrebbero permettervi di competere stabilmente per grandi traguardi?

"Lo stadio nuovo è importantissimo, e l'esempio della Juventus di quest'anno è palese con l'impianto sempre esaurito, attaccato al campo di gioco, che fungeva davvero da dodicesimo uomo in campo per i ragazzi di Conte. E sì, penso anche io che in un momento in cui le grandi squadra stanno vivendo un momento di stallo chi, come l'Udinese, sa lavorare molto bene con i giovani possa, alla lunga, ritagliarsi un importante, e stabile, posto al sole".

Un messaggio ai tifosi?

"A Udine lo zoccolo duro è sempre presente, tanto nei buoni quanto nei cattivi momenti. E la dimostrazione è stata, due anni fa, quando dopo il ko di Firenze, in cui sembravamo tagliati fuori dal discorso Champions, i tifosi sono venuti ad accoglierci a Ronchi dei Legionari per rincuorarci. Leggo che la campagna abbonamenti è partita con il piede giusto e anche ad Arta Terme ogni giorno c'è parecchia gente. Mi fa piacere, perché vuol dire che attorno a noi c'è entusiasmo. Adesso sta a noi mantenerlo alto".

Udinese.it

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