Lun02062023

Last update04:51:11

Back Sport Sport e Tempolibero Calcio E mettiamo la moviola in campo!

E mettiamo la moviola in campo!

  • PDF
Valutazione attuale: / 9
ScarsoOttimo 

Moviola in campoTrento, 1 febbraio 2014. - di Claudio Riccadonna

Il buon Biscardi la reclamava già trent'anni fa e tuttora la sostiene a gran voce. Di cosa stiamo parlando? Dell'introduzione della moviola sui campi da calcio. Ha forse torto il celebre conduttore sportivo? Crea difficoltà nella gestione del match, considerata la necessità di interrompere magari per qualche minuto la gara, allo scopo di chiarire dubbi, dinamiche di gioco complesse? Probabilmente sì, ma, tuttavia, si impone come male minore, come soluzione ai tanto errori, meglio dire orrori, arbitrali, che condizionano pesantemente risultati e tabellini.

"Errare humanum est", ma "perseverare est diabolicum"! Si può capire che qualsiasi decisione arbitrale, rivista alla moviola, possa diventare contestabile, ma quando non si segnalano fuorigiochi di metri (non di qualche decimetro, il che ci può stare), quando si inventano di sana pianta rigori, che nella normale logica del footbaal sono scandalosamente inesistenti... allora ben venga fermare per qualche minuto la gara, anche di fronte ad un pubblico che nel frattempo si sta spazientendo!

Verificare con monitor diventa un segno di rispetto anche per chi paga, fior di quattrini, il biglietto, perché le partite dovrebbero essere decise da giocate più o meno spettacolari, da manovre corali e ben organizzate, non falsate "indelebilmente" da "sviste", forse è meglio dire da obbrobri, delle "ex simpatiche" giacchette nere. Per carità, sicuramente "nemmeno la macchina" produce prove definitive e mette a tacere per sempre sterili ed improduttive discussioni, ma quando lo sbaglio è grossolanamente eclatante e tangibile anche alla "più inesperta nonnina", lo schermo della moviola può servire a qualcosa.

Come dimenticare l'estromissione dell'Irlanda del Nord di Trapattoni, eliminata ai supplementari dalla Francia grazie ad un gol segnato di mano da Henry. Ma per restare in Italia che dire di uno degli arbitri più discussi degli ultimi tempi, il signor Tagliavento (che al suo debutto otteneva grandi consensi e complimenti), ora regolarmente al centro delle cronache sportive per le sue direzioni recidivamente sottotono, gravemente insufficienti, e al quale continuano ad essere affidati, nonostante tutto, partite di eccellenza (non di categoria "eccellenza")? Il fischietto ternano fu duramente criticato in occasione della partita di Champions League tra il Basilea e lo Schalke, quando concesse un gol ai tedeschi con ben quattro (non uno-due) giocatori in plateale fuorigioco. Tagliavento, che in Milan- Juve, non aveva visto la palla di Muntari dentro in rete di mezzo metro, lo stesso che in Juventus-Inter del 2012 non aveva fischiato il fuorigioco di Asamaoh di un'inezia, circa un metro e mezzo. Domenica scorsa, 26 gennaio, di nuovo torna protagonista esemplare, assegnando all'ottimo Torino (che non ha bisogno di aiuti) due rigori, rivelatisi poi azioni fallose degli attaccanti, a penalizzare una bella e solida Atalanta. Come ha detto l'ex arbitro Cesari "se un portiere prende il pallone e si vede fischiare un rigore contro c'è qualcosa che non va!".

D' altra parte, come sostiene un noto commentatore sportivo, Giorgio Tosatti, "è diventato anacronistico rifiutare l'aiuto offerto alla tecnologia e affidarsi soltanto alle decisioni umane, come alla fine del 1800. Perché non puoi far vedere a milioni di clienti cosa è accaduto vivisezionando ogni episodio con immagini prese da 10-20 telecamere, replay, moviola e nello stesso tempo dare importanza solo a quanto han percepito in una frazione di secondo e in condizioni disagevoli l'arbitro e i suoi assistenti..." .

In questo modo, peraltro, si rischia di alimentare nervosismi e "imbarazzi" che finiscono per svilire la credibilità del calcio. Allora sarebbe opportuno sacrificare, all'occorrenza, quella posizione di incontestabilità della classe arbitrale, pur di accertare la corretta dinamica di gioco. Trattasi forse di una casta infallibile con "delirio di onnipotenza"? Tornare indietro sui propri passi, rivedere situazioni di errori clamorosi, potrebbe rappresentare un punto di forza e "di umanità" dello sport, una prova di onestà intellettuale.

Non c'è nulla di insanabile e di immodificabile!

E mettiamo la moviola in campo!

Chi è online

 385 visitatori online