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Ucraina e Russia il dilemma della scelta

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Trento, 19 aprile 2022. - di Giannantonio Radice

Egregio Direttore, è meglio una brutta giornata di sole o una bella giornata di pioggia? È questa una domanda che ci siamo probabilmente posta più volte nel corso della nostra vita in presenza di situazioni dove una scelta, in alternativa ad un'altra, sia risultata quanto mai difficile perché portatrice di possibili effetti incerti e contro producenti.

Ma se la sfera discrezionale riguarda un ambito strettamente personale e, nel peggiore dei casi , può prevedere danni in più o meno tempo risolvibili, diversa valenza assumono gli effetti che da una scelta sbagliata possono produrre situazioni irreversibili.

La brutale e cruenta aggressione, che senza tregua prosegue ormai da due mesi ,della Russia ai danni del popolo ucraino prospettando un futuro quanto mai incerto e cupo, sta suscitando discussioni e dibattiti che propongono tesi quanto mai opposte. L'attuale fallimento (non previsto data l'enorme disparità delle forze in campo) di una soluzione spiccia da parte degli invasori e la contemporanea resistenza tenace e determinata degli ucraini hanno determinato una feroce polemica sulla decisione di numerose nazioni di fornire all'aggredito un aiuto non solo umanitario ma anche bellico sotto forma di invio di armamenti militari. Da un lato dunque pareri che condividono tale interventismo, riconoscendo il diritto all'autodeterminazione di un popolo sulle scelte di un modello di vita da rincorrere e coltivare, dall'altro posizioni di chi sottolinea l'inutilità di proseguire un conflitto(il cui esito sembra scontato a favore dell'invasore) portatore solo di distruzione e morte perpetrata da chi non distingue, anzi spesso vigliaccamente volontariamente cerca, fra militari e civili di ogni sesso ed età. I primi sottolineano che la resistenza, pur contro forze impari, può , come insegna la storia, trasformarsi poi in un propellente democratico necessario e quindi indispensabile appare il conseguente opportuno sostegno, i secondi affermano invece l'inutilità di un atteggiamento che provoca massacri di incolpevoli innocenti, auspicando un tavolo di pace e di accordo.

E chi non vorrebbe un simile epilogo!

Peccato che a questi interlocutori sfugga la differenza determinata dallo "Status" di chi si siede a quel tavolo, se come vincitore o come vinto.

La seconda soluzione sopra accennata, poi, presenta, in troppi suoi interpreti,una variante non credibile ne' accettabile in quanto figlia di una ideologia che, quando applicata, è solo fonte di deformazioni della realtà ; i suoi fautori infatti, dopo il goffo tentativo di lavarsi l'anima affermando di essere contro la guerra, in modo fariseo la propugnano e la giustificano in quanto ritenuta di giusta opposizione contro il desiderio di un popolo che vede nel modello di vita occidentale quello a cui ispirarsi ma che ha però il grave difetto di ispirarsi a Stati che....aderiscono alla NATO. E tale colpa è a lo parere talmente grave che accettano e giustificano stragi e violenze di ogni genere. Anzi di più! Hanno anche dei "portavoce " dai deliranti e cinici proclami. Come dimenticare l'aridità d'animo e la crudeltà di pensiero di Luciano Canfora che in una recente intervista dopo aver esaltato "la grandezza di Stalin e la miseria di Gorbaciov" , di fronte alle immagini di cadaveri ucraini e alla straziante storia di una mamma, ha così dato fiato alla bocca : "La storia di una Irina che perde il bambino è un caso particolare e basta !"

Luciano Canfora, vada, con i suoi fans, a quel paese! .... e ci resti!

Ucraina e Russia il dilemma della scelta

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2022 08:53

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