Avio: Giardino Padre Fulvio Cristoforetti

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Avio (Vallagarina-Trentino), 24 settembre 2019. - Redazione*

"Una figura ancora viva nel cuore degli aviensi". Così il sindaco Federico Secchi commenta con una battuta la decisione di intitolare il parco pubblico in località "Giazera" in "Giardino Padre Fulvio Cristoforetti – Missionario Comboniano – n. 1931 - m. 2008".

"Un atto importante quello dell'intitolazione – continua il sindaco – perché oltre ad essere nel cuore dei miei concittadini, volevamo che Padre Fulvio avesse anche un segno tangibile e concreto di memoria collettiva. E il parco in località 'Giazera' è lo spazio ideale: vicino al cimitero della Pieve, dove trova riposo, ed in un luogo di gioco per i bambini e quindi posto di felicità. Quella felicità che Padre Fulvio voleva sempre trasmettere".

Un evento che l'Amministrazione comunale, curato particolarmente dal vicesindaco Lorenza Cavazzani in collaborazione con la famiglia del missionario comboniano, ha voluto organizzare in due momenti: venerdì 27 settembre p.v. con una serata di ricordo e testimonianza presso la sala polivalente della A.P.S.P. 'Ubaldo Campagnola' di Avio.

Serata condotta dal giornalista Paolo Tessadri ed alla quale prenderanno parte figure di rilievo come Mons. Lauro Tisi – Arcivescovo di Trento, Mons. Giuseppe Filippi –Vescovo di Kotido e Don Vincenzo Lupoli – Parroco di Condino.

E domenica 29 settembre, con la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa della Pieve ad ore 10.00, cui seguirà ad ore 11.00 la cerimonia di intitolazione appunto del parco in località "Giazera" in "Giardino Padre Fulvio Cristoforetti – Missionario Comboniano – n. 1931 - m. 2008".

Una due giorni alla quale anche Don Ivan Maffeis, Direttore dell'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, ha voluto portare un suo messaggio nel quale dichiara che: "[...] ricordo con affetto la figura di questo nostro missionario comboniano, partito da Avio e coinvolto – suo malgrado – nell'Uganda della guerra civile. Ricordo la passione e l'umorismo con cui mi raccontava la sua scelta evangelica, accanto alla gente semplice. Ricordo l'attentato e le conseguenze che ha portato con sé. Complimenti, quindi, per l'impegno a non disperderne la testimonianza".

PROFILO DI PADRE FULVIO CRISTOFORETTI

Padre Fulvio Cristoforetti (nella foto)  nasce ad Avio (Trento) il 3 febbraio 1931.
A dodici anni, dopo aver manifestato sin dalla tenera età una forte vocazione al sacerdozio, entra nel seminario diocesano di Trento.
Al santuario della Madonna della Corona conosce i Missionari Comboniani e nella loro Scuola Apostolica di Muralta -Trento - matura la convinzione di divenire missionario comboniano.
Nel 1956 entra nel noviziato di Gozzano (NO) e due anni dopo fa i primi voti.
Il 14 settembre 1958 gli viene conferita l'Ordinazione Sacerdotale dal vescovo ausiliare di Trento, mons. Oreste Rauzi, nella chiesa arcipretale di Avio, con grande partecipazione della famiglia, degli amici e della popolazione.
Tra il 1961 e il 1963 viene inviato dai suoi Superiori negli Stati Uniti (Montclair, Cincinnati) per imparare l'inglese in parrocchie frequentate da afro-americani.
Tra il 1963 e il 1996 gli viene affidata la missione di Kasaala, diocesi di Kampala (Uganda). Qui si trova a vivere nei primi anni dell'indipendenza del Paese dal dominio coloniale inglese, seguiti da decenni di feroci dittature di Milton Obote, di Idi Amin e della più moderata presidenza di Yoweri Museveni.
Non risparmia le sue energie e affianca al servizio pastorale, nelle comunità cristiane, opere di promozione sociale: scuole, formazione professionale dei giovani e delle donne, apertura di ambulatori, sostegno alimentare ai più poveri spesso in fuga dalla guerra e dalla lotte fratricide.
Condivide il dramma di queste popolazioni attraverso lettere e periodiche vacanze ad Avio dove si attivano molte iniziative di solidarietà e generosa fraternità.
Il mattino del 28 settembre 1983, subisce un attentato e rimane gravemente ferito per mano di un gruppo di guerriglieri. Trasportato al Kampala-Nsambya Hospital, gestito dalle suore missionarie francescane irlandesi, ormai dissanguato, viene operato. A causa delle trasfusioni di sangue è infettato dal virus HIV. Dopo circa due mesi rientra in Italia ed è sottoposto ad altri interventi chirurgici e terapie, che non gli impediscono poi di tornare in Uganda, dove rimane fino al 1996.
Generoso fino in fondo nell'amore a Dio e ai fratelli, p. Fulvio accetta di essere tra i primi a sottoporsi alle cure sperimentali dell'AIDS, malattia ancora poco conosciuta, all'Ospedale Sacco di Milano.
Favorito anche da un temperamento estroverso e allegro, seppur sofferente, non perde occasione per raccontarsi e negli incontri con bambini, giovani, famiglie testimonia la sua grande fede e il suo amore fraterno.
Legato alla sua gente e alla sua terra natale, innalza lo sguardo filiale verso Dio, sempre grato di tutto alla Divina Provvidenza.
Tutte le volte che gli è possibile sale sulle cime del Monte Baldo, dove nell'anno 1956 aveva eretto una croce su una delle creste delle Colme, rivolta verso Avio e la chiesetta della Madonna della Neve. Ancor oggi, ad agosto a quota 2000 m, viene celebrata una S. Messa con i parenti e i conoscenti (talvolta provenienti anche da lontano), sempre fedeli e numerosi a questo appuntamento.
Nel 1997 p. Fulvio viene trasferito nella Casa Comboniana di Milano, dove rimane circa un anno, poi ad Arco fino al 2007. Per il peggiorare della malattia all'inizio del 2008 p. Fulvio ritorna a Milano e qui muore il 19 settembre 2008. I funerali vengono celebrati nella chiesa di Milano e il giorno seguente ad Avio, dove viene sepolto, per sua volontà, alla Pieve nella tomba dei sacerdoti, accomunati dall'appartenenza e dal servizio alla stessa comunità parrocchiale.

* comunicato

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