Alcune considerazioni sull'intervento alla "Strada della Selva"

Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Avio (Vallagarina-Trentino), 1 luglio 2020. – di Franco Franchini*

In riferimento ad alcune polemiche sorte in merito all'intervento relativo alla "Strada della Selva", preme anzitutto precisare che, nel caso in esame, non si tratta di realizzazione di nuova viabilità forestale, ma molto più semplicemente dell'adeguamento e sistemazione di una strada esistente per più di 2/3 dello sviluppo che, poi, diventa una mulattiera già adesso percorribile con mezzi di ridotte dimensioni. Allo stato attuale essa non presenta però le caratteristiche geometriche idonee al transito in sicurezza dei mezzi meccanici.

Conseguentemente non sono previsti lavori invasivi e movimenti terra di elevata entità, né tantomeno sono previste pavimentazioni in cemento.

L'intervento prevede infatti una larghezza massima della carreggiata pari a 2,50 m più banchina, come previsto dalle norme di settore per la viabilità forestale, necessari per consentire la percorribilità dell'infrastruttura secondo adeguati livelli di sicurezza. Oltre alla rettifica della larghezza si prevede il livellamento del piano viabile e la demolizione di uno sperone roccioso che limita il transito dei mezzi. Nessun intervento va ad interessare la grotta carsica denominata "Pozzo Fassole" che è situata alcune decine di metri a valle dell'infrastruttura.

La finalità principale della strada denominata "della Selva", come indicato anche dal provvedimento giuntale n. 170/2019 del Comune di Avio - proprietario dell'area di intervento - è di poter raggiungere in maniera agevole l'area di alpeggio di Malga Fassole, per la quale l'amministrazione comunale è intervenuta recentemente con investimenti finalizzati a migliorare la gestione zootecnica della stessa.

L'obiettivo dell'intervento, quindi, è quello di valorizzare il patrimonio silvo-pastorale del Comune di Avio anche in considerazione del fatto che attualmente per trasportare il bestiame fino alla malga è necessario accedere dalla provincia di Verona. Oltre a ciò, la realizzazione dell'intervento, permetterà di effettuare la coltivazione dei boschi serviti dalla strada in maniera più funzionale, ottimizzando quindi anche la gestione selvicolturale.

Una possibile alternativa progettuale, poteva essere il prolungamento della strada "Lavacchio-Fassole", ma quest'ultimo intervento avrebbe comportato la realizzazione ex-novo di alcune centinaia di metri di un nuovo tracciato, localizzato completamente in area pascoliva ad elevata pendenza che avrebbe richiesto la realizzazione di alcuni tornanti per poter superare il dislivello esistente. In sostanza quindi un intervento molto più impattante dal punto di vista paesaggistico. Per contro la prevista strada della Selva, sviluppandosi quasi per intero all'interno del bosco, non presenta alcun problema sotto l'aspetto dell'impatto visivo.

Per quanto riguarda infine il gallo cedrone è risaputo come i momenti più delicati del ciclo biologico di questa specie coincidono con il periodo degli amori e quello riproduttivo fino allo svezzamento dei giovani. A tal proposito va segnalato che per l'area in esame non esistono evidenze inerenti l'esistenza di arene di canto o siti di riproduzione del tetraonide.

Sono infatti stati rilevati in passato sporadici ed occasionali indici di presenza del gallo cedrone seppur in un contesto più ampio che comprende tutto il versante tra la località Madonna della Neve e la zona di Fassole e comunque riferiti sempre a isolati individui di sesso maschile mentre non è mai stata rilevata la presenza di femmine e soprattutto di covate e giovani pulli. Pertanto anche sotto il punto di vista della tutela faunistica l'intervento risulta essere compatibile.

* assessore all'agricoltura e patrimonio silvio-pastorale

Alcune considerazioni sull'intervento alla