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"L'infanzia è abbandonata dal governo", lo denuncia Silvio Salizzoni (FdI)

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Riva del Garda, 2 maggio 2020. - Redazione

"Sembra che l'infanzia sia stata dimenticata dall'attuale governo." Silvio Salizzoni, coordinatore di Fratelli d'Italia a Riva del Garda, è lapidario.

"Colto alla sprovvista dal virus, non solo ha sottovalutato l'aspetto economico della questione, ma ha abbandonato le famiglie a loro stesse. Se per un adulto" spiega Salizzoni "il periodo di isolamento forzato porta disorientamento e confusione, nei più giovani, a questi disturbi, se ne aggiungono altri, non solo di carattere fisico. L'infanzia è un momento fondamentale dello sviluppo emotivo di un individuo nella quale le capacità relazionali si rafforzano e le esperienze si intensificano e ridurla in pochi metri quadrati inizia a lasciare il segno.

Il ministro competente si è limitato a dei vedremo, ci penseremo, sarà necessario e il suo omologo all'Istruzione non ha espresso alcun piano per il dopo. I pochi sgravi fiscali destinati alle babysitter si sono scontrati con l'oggettiva mancanza di liquidità e l'impossibilità di poter frequentare degli estranei.
L'apertura alle visite parentali è risultato l'unico strumento per far fronte al problema, riportando i nonni al centro della gestione dei nipoti quando invece avevano continuato a insistere sulla separazione degli anziani dai più giovani. Con le scuole chiuse e gli insegnanti lontani, si è ripiegato su lezioni online che non possono certo sostituire le lezioni frontali e aggravano i genitori di un'incombenza che, nei dati di fatto e nel complesso, non compete loro."

Salizzoni avanza una proposta a riguardo. "Un'adeguata pianificazione di riapertura scolastica, con tutte le precauzioni del caso, ridurrebbe il problema che, invece, rischia di incidere anche nella tenuta delle famiglie. Prese nel cappio economico dovranno compiere un'ardua scelta: figli o lavoro? È vero, ci sono molte categorie alle quali lo stipendio a fine mese arriva nonostante tutto, ma bisognerebbe iniziare a guardare oltre il proprio piccolo e accorgersi che le difficoltà toccheranno tutti. E tra i disastri annunciati c'è il rischio di creare una generazione di ansiosi incapace di reagire alle sfide future e di guardare alla vita con la necessaria serenità."

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