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Turismo sull'Alto Garda: non tutto è oro ciò che luccica!

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Roberta MaraschinRiva del Garda, 18 luglio 2014. – di Davide Delaini*

Le affermazioni della dottoressa Roberta Maraschin, direttrice di Ingarda, in merito alle presenze turistiche nella nostra zone nel primo semestre dell'anno lasciano alquanto stupiti. Non volendo contestare i dati delle presenze in percentuale, che hanno il tempo che trovano, mi chiedo a questo punto chi abbia ragione, se Ingarda o gli operatori economici che sul territorio ci lavorano quotidianamente e che lamentano una stagione che, almeno per il momento, si sta rivelando alquanto difficile.

Per valutare correttamente l'impatto che il turismo ha sulla nostra zona sarebbe meglio fare un'analisi basata non sulle semplici presenze, ma integrandola con i dati sulla capacità di spesa del villeggiante e sul reale tempo di permanenza in zona.

Non è un mistero che da diversi anni si sia voluto puntare sulla quantità, piuttosto che sulla qualità del turismo, con alberghi a 4 stelle che praticano prezzi improponibili anche per un affittacamere (il cosiddetto "dumping"), pur di riempire le stanze, spesso con gruppi di persone anziane che la sera neanche escono dalla struttura, cosa della quale ci si può rendere conto confrontando la moltitudine di autobus che quotidianamente arrivano nell'Alto Garda con le presenze serali di turisti a spasso per la città, praticamente vuota, priva di quella massa di gente che in un luogo turistico come il nostro, dovrebbe affollare locali e negozi, dedicandosi a shopping ed a quelle attività che sono il motore della nostra economia.

I dati di Ingarda, quindi, non fotografano la realtà della situazione attuale, con il centro di Riva e le sue attività penalizzate dallo sviluppo di questo tipo di turismo "low cost", che a fronte di un aumento in percentuale dei villeggianti presenta una diminuita capacità di spesa degli stessi.

Questo sempre che Ingarda, basandosi su semplici statistiche, non voglia mettere in dubbio le affermazioni di coloro che sul territorio le attività le gestiscono con tutti i sacrifici e le difficoltà commesse.

Sarebbe il caso che coloro che gestiscono l'ente preposto alla promozione turistica dell'Alto Garda e Ledro si rendessero conto che non possiamo più vivere di "rendita", sfruttando il nome Garda nella convinzione che sia sufficiente per attirare nuovi turisti, ma che bisogna imprimere al più presto una svolta nell'offerta proposta, non sono abbastanza due o tre eventi quali la Notte di Fiaba, la notte dello sport o la notte bianca per fare arrivare persone, e quindi capitali, in grado di permettere alla nostra città e ai suoi operatori di guadagnare, con beneficio per tutti.

* Fratelli d'Italia-AN

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