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Avio: Intervista di congedo del sindaco Federico Secchi

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Avio (Vallagarina-Trentino), 15 settembre 2020.Redazione

I prossimi 20 e 21 settembre si terranno le elezioni amministrative per il rinnovo di molte realtà comunali. Tra queste anche Avio, guidato dal 2015 dal Sindaco Federico Secchi. Lo abbiamo sentito telefonicamente e gli abbiamo posto qualche domanda.

Allora Sindaco, ancora pochi giorni e poi smetterà la fascia tricolore.

Sì, e con rammarico, me lo lasci dire. Quella da Sindaco è stata un'esperienza bellissima, molto impegnativa ma anche molto appagante.

E allora – la domanda è d'obbligo – perché ha scelto di non ricandidare?

Per una pluralità di elementi. Vede, il periodo del lockdown durante l'emergenza coronavirus è stato devastante. Una crisi sanitaria senza precedenti. E lo è stata anche per noi Sindaci. Sempre in attesa di informazioni, del bollettino medico con i nuovi contagi, alle prese con le mille telefonate dei nostri concittadini (tenga presente che ho pure pubblicato il mio numero personale di cellulare – non ne ho altri – sulla pagina Facebook del Comune per essere più vicino alla gente), e alle prese con i DPCM e le varie ordinanze provinciali. Ma, nel mio caso, questa emergenza ha avuto almeno un merito: quella di rallentarmi e di farmi scoprire, finalmente, le vere cose importanti della vita. La sera ed i fine settimana ero sempre a casa e mi sono goduto, dopo tanto tempo, mia moglie e i miei figli ai quali spesso ho fatto patire le mie assenza da casa.

Nessuna motivazione politica?

Anche quella. In un momento di difficoltà avevo scelto di non dividere il centrodestra. Volevo una coalizione forte, determinata ed in grado di mettere in campo le forze migliori per l'interesse della nostra Comunità. Volevo unire il centrodestra. Ma non ce l'ho fatta.

Allude alle Sue difficoltà con la Lega?

Alludo ad alcune difficoltà con una parte della Lega. Perché, per come l'ho conosciuta io ad Avio, ne esistono almeno due: una di governo, con i consiglieri che mi hanno sempre sostenuto, che hanno votato 5 bilanci comunali e che esprime un assessore esterno Franco Franchini, col quale ho ottimi rapporti e del quale ho la massima stima e fiducia. E poi una Lega di opposizione. Che mi ha contestato più volte. Anche pesantemente.

Dicono che Lei abbia un brutto carattere.

Lo dice chi non ha nulla da dire e altre critiche da muovermi. E le attestazioni di stima che ho ricevuto in queste settimane mi confermano che qualcosa di positivo alla mia collettività ho lasciato.
Certo, arriva un momento in cui bisogna decidere. Sono stato eletto anche per questo. Se tutto ciò significa avere un brutto carattere, mi dichiaro colpevole!

Un dato però c'è: ha perso, o cambiato, diversi assessori nel corso di questi cinque anni.

Questo è vero ma mi sia finalmente concesso entrare nel merito delle questioni. Il primo ad andarsene fu Alessandro Martello, direttore di una cantina sociale vitivinicola, che abbandonò per problemi lavorativi. Il secondo fu Moreno Salvetti, le cui dimissioni furono chieste proprio dalla Lega. Poi toccò a Gian Paolo Campostrini, che lasciò anch'egli per problemi lavorativi. L'ultimo fu Casimiro Margoni, che lasciò per problemi personali che per rispetto della sua privacy non voglio menzionare. Tanti certo, ma come vede, lo fecero per problemi personali e non politici.

Sta di fatto che la Lega non l'avrebbe sostenuta nel caso di una Sua ricandidatura.

Vero. Nel dibattito interno che hanno avuto ha prevalso la fazione non di governo e di lotta. Che anche a fronte del mio passo di lato non ha inteso trovare la quadra con tutto il centrodestra.
Peccato, perché come ho già avuto modo di dichiarare, queste sono elezioni particolari che non possono avere una politica debole e divisa. C'è un ritorno, purtroppo, dell'emergenza Covid, con i contagi che continuano ad aumentare, c'è un bilancio da preparare subito e ci sono tutta una serie di provvedimenti emergenziali e straordinari da mettere in campo.
Con me, ci sarebbero stati, invece, Fratelli d'Italia e Forza Italia con Giorgio Leonardi, con il quale mi lega un'amicizia di antica data. Oltre alle liste civiche SìAmo Avio e Progetto Comune.

Cosa lascia alla Sua Comunità?

Un senso di appartenenza più forte. Tra le tantissime cose fatte, questo è il concetto che sento più forte. In questi cinque anni ci siamo mossi seguendo un duplice percorso: sicurezza e arredo urbano. Elementi che, uniti ad una valorizzazione della storia locale (penso ai volumi patrocinati, alla guida turistica ed alle intitolazioni toponomastiche) rafforzano il senso collettivo di Comunità, unico elemento forte in un futuro incerto e dai contorni indefiniti.

Le critiche che l'hanno maggiormente ferita.

In realtà in politica non ci si ferisce per le critiche. Se sono argomentate e costruttive. Ci si ferisce, invece, quando si va a finire sul lato personale e privato. E nel mio caso, purtroppo, ci sono state. Ecco, questa è una cosa che mi ha turbato e fatto pensare.

Un consiglio a chi prenderà il Suo posto.

Di amare Avio così come l'ho amata io. E di impegnarsi. Tanto e a fondo. Perché fare il Sindaco oggi è profondamente diverso rispetto a qualche anno fa. Serve capacità, costanza, impegno e dedizione. Qualità che non si improvvisano e che spesso vengono sottovalutate.
Mi consenta, infatti, un'altra cosa.

Dica.

Qualcuno ha scritto e detto che un Sindaco deve essere in mezzo alla gente. Che, e riporto testualmente, "un sindaco non deve essere chiuso in municipio, ma parlare in strada con le persone", e questo in relazione al fatto che rimanevo ben oltre le 8 ore in Municipio. È una visione che contesto. Ho partecipato ad una miriade di iniziative pubbliche, sono andato pressoché ovunque venissi invitato, ed ho incontrato migliaia di persone. Ma quando le persone ti cercano, come Sindaco, devono sapere che ti trovano in Municipio, dietro la tua scrivania e che alcuni problemi si affrontano nei luoghi deputati, non al bar o in piazza. Questo è un Sindaco. Con la S maiuscola.

Adesso cosa farà Sindaco? Abbandonerà la politica o la rivedremo da qualche parte?

Al momento desidero riposarmi e rigenerarmi. Sono tanti anni che sono impegnato politicamente. Sono entrato in consiglio comunale a 26 anni. Un bocia. Oggi ne ho 39. E nel mezzo, gli incarichi di consigliere comunale, di Vicesindaco e di Sindaco.
Adesso mi fermo. Poi, il futuro, per dirla alla Battisti "...lo scopriremo solo vivendo".

Avio: Intervista di congedo del sindaco Federico Secchi

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