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L'amministrazione del "Majon de Fascen" al Comun General de Fascia

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Canazei (Val di Fassa-Trentino), 20 febbraio 2020. - Redazione*

Il Consiglio di Amministrazione dell'Istituto culturale ladino "Majon di Fascegn" condivide, in linea di principio, la volontà di perseguire l'effettiva attuazione del quadro normativo delineato già con la legge provinciale n. 3 del 2006 e, in particolare, di rafforzare l'autogoverno della minoranza ladina fassana trasferendo al Comun General le funzioni amministrative relative all'Istituto Culturale Ladino (art. 19 l.p. cit).

E', invero, sicuramente condivisibile la scelta di spostare il baricentro dell'Istituto Culturale verso il Comun General de Fascia trattandosi, quest'ultimo, di una realtà istituzionale certamente più prossima all'ente culturale fassano, non solo da un punto di vista territoriale e funzionale, ma anche e soprattutto da un punto di vista identitario e rappresentativo. Ciò, ancor più a seguito del riconoscimento a livello costituzionale del Comun General de Fascia quale ente esponenziale della minoranza ladina.

Tuttavia, a parere del Cda, la riforma istituzionale per risultare condivisibile anche nel merito non potrà prescindere dal garantire all'Istituto Culturale la dovuta autonomia gestionale e decisionale mediante il mantenimento dell'attuale sistema compartecipato di nomine dei componenti del consiglio di amministrazione da parte della Regione, della Provincia e del CGF e riconoscendo a quest'ultimo il potere di nomina del Presidente.

Il CdA ritiene, altresì, che la riforma istituzionale in essere debba rappresentare l'occasione per predisporre in favore dell'ente culturale fassano un modello amministrativo e gestionale snello, che tenga conto delle sue ridotte dimensioni e della natura scientifica e culturale. All'uopo, il legislatore provinciale non potrà prescindere dall'approntare adeguati correttivi volti a migliorare l'attuale organizzazione contabile e amministrativa e, in particolare, ad offrire una adeguata risposta alle problematiche connesse alla durata degli incarichi di alta specializzazione e alla loro rinnovabilità.

Risulta, parimenti, fondamentale che il futuro passaggio di competenze sia accompagnato dal trasferimento di risorse, sia umane che finanziarie, all'Istituto Culturale in misura proporzionata alle sue esigenze e al perseguimento dei suoi obiettivi e comunque in quantità non inferiore a quelle oggi garantite, atteso che il Comun General de Fascia non può contare su risorse proprie. Il passaggio delle competenze all'Istituzione fassana dovrà essere gestito con il coordinamento della Provincia di Trento, anche mediante l'individuazione di figure apposite.

La revisione delle norme che regolano l'Ente Culturale Ladino dovrà, altresì, individuare una modalità di trasferimento dei finanziamenti provinciali che sia celere e snella e che eviti ogni ultronea duplicazione di passaggi contabili e burocratici.
Qualora i predetti problemi trovassero adeguata soluzione nella proposta di legge di cui si discute, l'autonomia e la funzionalità dell'Istituto Culturale Ladino sarebbero di certo garantite.
A margine, la Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Istituto Culturale, esprime la propria preoccupazione per i toni poco costruttivi che ha assunto la discussione attorno alla prospettata riforma istituzionale dell'ente che rappresenta ed in particolare ritiene aprioristiche e palesemente strumentali le censure sino ad ora mosse ad un disegno di legge che non risulta ancora essere stato scritto.

Posto che il Consigliere Ladino ha assicurato una ampia condivisione della proposta di legge, la Presidente invita tutti gli attori del mondo ladino a confrontarsi sul merito dei temi indicati nel testo legislativo una volta che Guglielmi l'avrà reso noto oppure, nelle more, a offrire a quest'ultimo gli strumenti per predisporre una proposta effettivamente aderente alle necessità dell'Istituto, come ha fatto il Cda dell'Istituto Culturale.

Le critiche fini a sé stesse altro non fanno che alimentare tensioni e spaccature.

A parere della Presidente, ad ogni buon conto, l'avvicinamento dell'Istituto Culturale al CGF rappresenterebbe, prima ancora che un fisiologico passaggio di competenze, un encomio alla innata capacità di autogoverno della gente di Fassa la quale sicuramente saprà, con l'aiuto delle proprie istituzioni locali, garantire la miglior tutela e valorizzazione della minoranza ladina che insiste sul suo territorio.

* comunicato

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