Iva sui rifiuti, solo se si misura la quantità prodotta

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cassonetto rifiutiCavalese, 13 aprile 2012. -  Il giudice di pace di Cavalese rigetta la domanda di rimborso di un utente perché il Comune di Pozza di Fassa nel determinare la "tariffa" lo fa sulla "misurazione dei rifiuti effettuata presso ciascuna utenza e non già legata a coefficienti presuntivi indiscriminatamente determinati": questa la motivazione della sentenza di negato rimborso dell'Iva sulla raccolta rifiuti. Ce lo comunica l'Associazione "Lo Scudo" a difesa dei Cittadini.

La sentenza è recentissima, essendo stata depositata il 29 marzo scorso (sentenza n. 21/2012) Abbiamo sentito, a questo proposito, il dottor Pietro Marconi, presidente dell'Associazione "Lo Scudo" che ci ha dichiarato "La sentenza del giudice di pace di Cavalese dimostra che – come noi abbiamo sempre sostenuto – la competenza in materia di rimborso dell'Iva sui rifiuti è del giudice ordinario, mentre il giudice di pace di Trento si era dichiarato dell'avviso opposto e aveva stabilito che il giudice naturale fosse quello tributario. In secondo luogo, l'Iva è applicabile solo se il gestore della raccolta dei rifiuti è in grado di misura la quantità di rifiuti prodotti". Il 19 settembre prossimo ci sarà la prima udienza dell'appello promosso da "Lo Scudo", tramite lo studio legale Benvenuto-Perinelli. Naturalmente confidiamo nel favorevole accoglimento".

La battaglia per la restituzione dell'Iva sui rifiuti, dunque, al di là di ricorrenti quanto improduttivi interventi di altre associazioni di consumatori, è condotta in prima persona solo da "Lo Scudo" a difesa dei Cittadini, con fatti concreti e non a chiacchiere. Purtroppo la stampa conformista rilancia periodicamente le chiacchiere, ma evitata accuratamente di citare chi lavora veramente in concreto.

Iva sui rifiuti, solo se si misura la quantità prodotta