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Stazione di rifornimento di idrogeno a Panchià: segreti e misteri

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Stazione Rifornimento Idrogeno della Trentino Trasporti spa PanchiàCavalese, 9 aprile 2014.Redazione

Continua a far parlare la stazione di rifornimento di idrogeno di Panchià. Già in passato il consigliere Mauro Delladio aveva presentato un'interrogazione (n. 5956 del 18 aprile 2013) dal titolo emblematico "Bus a idrogeno. Un fallimento annunciato", ora sullo stesso tema, torna alla carica il consigliere Claudio Civettini, il quale, riprendendo le "contestazioni" di Delladio, pone alla giunta provinciale una serie di domande.

Tra queste, segnaliamo una in particolare. Perché la Trentino trasporti (ndr Società del trasporto pubblico provinciale) ha scelto un sito privato per il deposito dell'idrogeno, garantendo ai proprietari per due anni un canone di locazione annuale di 15.600 euro, quando in prossimità del medesimo asse stradale la Provincia autonoma è proprietaria di alcune particelle fondiarie e di aree dismesse o sfridi stradali che avrebbero assolto allo scopo, senza oneri a carico della "provinciale" Trentino Trasporti?

Risulta inoltre un mistero, quasi fosse "un segreto di Stato" – così ironicamente si esprime il consigliere Civettini – chi sia il beneficiario del canone di locazione del sito sul quale è stato realizzata la stazione di rifornimento di idrogeno.

Stazione di rifornimento  di idrogeno a  Panchià: segreti e misteri

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