Giovane pizzaiolo chiude l'attività per il ritardo del risarcimento dell'incendio del suo locale

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L'amara vicenda di un giovane pizzaiolo di Cles che, nonostante il danno sia stato concordato già da tempo con UnipolSai, da dicembre ha ricevuto solo un acconto

Cles, 5 dicembre 2020. - di Nicola Rossi*

Gli va a fuoco il locale, regolarmente assicurato contro gli incendi, ma a quasi un anno dal fatto ha percepito solo un acconto dell'indennizzo, il cui ammontare, peraltro, è stato già concordato da tempo con i periti della compagnia assicurativa. Ed è stato costretto a chiudere la saracinesca.

Vittima dell'ennesimo caso di "assicurazione-lumaca" Andrea Pagano, un pizzaiolo appena ventottenne, di origine siciliana ma trapiantato da tempo in Trentino, a Cles, dove si è affermato con la sua "PizzaP 2.0", in piazza Marconi, al piano terra di una palazzina a tre piani: una pizzeria da asporto "giovane", come il suo gestore, dinamica e innovativa nelle proposte culinarie, che in cinque anni gli è valsa anche importanti riconoscimenti, tra cui la nomina da parte di Trentino Marketing tra i quaranta talenti che meglio rappresentano la provincia di Trento nel mondo.

Un percorso di successo che però ha subìto un brusco stop nella tarda serata del 18 dicembre 2019.

Il locale è appena stato chiuso, alle 21.45, e Pagano e i suoi collaboratori hanno avuto cura di spegnere le luci, il forno a gas e anche una prolunga multi-presa a servizio dei piccoli elettrodomestici della cucina. Ma alle 22 scoppia l'inferno. Il ristoratore viene avvisato da un'amica della moglie che le vetrate della pizzeria sono andate in frantumi. Il giovane imprenditore, che abita nelle vicinanze, torna di corsa nel suo locale, che però ormai è invaso dal fumo e non gli resta che attendere l'arrivo dei vigili del fuoco: all'interno, infatti, si è sviluppato un incendio, partito dal locale utilizzato come spogliatoio dove sono collocati i quadri elettrici.

I pompieri domano il rogo, ma i danni sono pesantissimi, per decine e decine di migliaia di euro: oltre allo stanzino da cui si sono partite le fiamme, l'incendio ha devastato anche i vicini servizi igienici e fatto crollare i contro-soffitti, ha pesantemente danneggiato il laboratorio e svariate attrezzature, ha irrimediabilmente rovinato le merci, ha fatto esplodere, come detto, le vetrate, e il resto l'hanno fatto il fumo e la fuliggine e gli schiumogeni e l'acqua utilizzati per spegnere tutto. Insomma, un disastro.

Nella sventura, tuttavia, almeno ci sono due buone notizie. La prima, rassicurante, è che l'episodio è accidentale. I vigili del fuoco, come comunicato anche ai carabinieri di Cles, a loro volta subito accorsi, non hanno riscontrato fughe di gas - il forno non evidenziava danni da incendio né da esplosione - e, pur essendosi ingenerate le fiamme poco dopo la chiusura, non è stata rinvenuta alcuna possibile fonte di innesco né presenza di acceleranti. Nessun indizio di matrice dolosa e l'esplosione delle vetrine è legata esclusivamente alla sovra-pressione all'interno dell'esercizio dovuta all'espansione dei prodotti di combustione. Di più, i pompieri accertano che il rogo si è propagato da uno dei quadri, dunque per cause elettriche. Al punto che la Procura non aprirà alcuna inchiesta.

La seconda buona notizia è che il locale è assicurato. Pagano ha stipulato una assicurazione "Multirischi per il commercio" con la compagnia UnipolSai che copre anche i danni da incendio. Il ristoratore, per essere seguito nell'iter risarcitorio, attraverso l'area manager Riccardo Vizzi, si affida dunque a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che apre subito il sinistro presso UnipolSai e cerca di velocizzare il più possibile le pratiche per indennizzare il proprio assistito e consentirgli di ripartire il prima possibile: il locale, infatti, non può riaprire prima di aver effettuato tutti gli interventi necessari. Studio3A verifica la polizza, che è regolarmente attiva - il premio, in tutto di 1.196 euro l'anno, è stato pagato -, e capiente, procede alla stima dei danni e dei costi degli interventi di bonifica e ripristino, si interfaccia con i periti della compagnia, effettua più sopralluoghi congiunti e alla fine, nel contraddittorio, concorda anche l'entità della somma da liquidare, che diventa sempre più indispensabile per il danneggiato per il quale, nel frattempo, si è aggiunto un altro difficile ostacolo, la pandemia da Covid.

Ma nonostante il danno sia stato concordato ormai da tempo, a Pagano è stato pagato solo un acconto di quanto ha legittimamente diritto: lui, nel frattempo, a giugno, ha gettato la spugna, almeno per ora. Inutili i ripetuti solleciti inviati da Studio3A a UnipolSai: la compagnia continua a non onorare gli impegni e senza queste risorse il pizzaiolo non può neppure progettare una ripartenza.

*Responsabile Marketing e Ufficio Stampa Studio3A-Valore spa

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